3.8.3 Inerbimento

ce ù il e o ouà o e e a. o ma adi a. o a . o o. o ne e, e e e io e eti a a o iao- Agrumi E 177 ne (sistemici), anche per la loro più facile e rapida degradazione nel terreno. L impiego dei diserbanti per disseccamento o per traslocazione è utilissimo nel caso dell adozione della cosiddetta non coltivazione, quando la macchina è predeterminatamente esclusa. 3.8.3 Inerbimento. L inerbimento spontaneo, o artificiale, è molto utile e consigliato negli ambienti tropicali allo scopo di ridurre l erosione; da noi viene saltuariamente impiegato, soprattutto in alcuni limoneti, con l intento di impedire che le radici, portandosi troppo vicine alla superficie, siano aggredite dal fungo del mal secco. In questo caso, però, bisogna mettere in preventivo un maggior impiego di concimi (soprattutto nei primi anni) e di acqua, e un periodico uso della sfalciatrice. 3.8.4 Nutrizione e fertilizzazione Effetti degli elementi. L azoto, come è noto, è il principale elemento plastico. Il suo eccesso non deprime la capacità produttiva delle piante, ma ritarda la lignificazione dei tessuti rendendoli più facilmente attaccabili dal mal secco (limone), stimola la germogliazione fuori tempo (con possibile cascola dei frutti soprattutto nei mandarini), fa spigare i frutti in anticipo, ne accresce lo spessore e la rugosità della buccia, ritarda l invaiatura e la maturazione, perché l acidità persiste più a lungo, produce rinverdimento precoce nei frutti delle cultivar che presentano questo fenomeno (Ovale calabrese, Valencia) e conferisce loro bassa resistenza alla conservazione e ai trasporti. La carenza di azoto si manifesta con pallore diffuso nelle foglie, comprese le nervature. Essa causa vegetazione stentata, foglie piccole, frutti di pezzatura ridotta, con buccia sottile e invaiatura anticipata. Il fosforo è poco utilizzato dagli agrumi. L eccesso e il difetto di questo elemento sono assai rari. Gli agrumi abbisognano di potassio in quantità notevoli. Nel caso in cui questo elemento sia in eccesso i frutti sono di pezzatura più grossa del normale, spessi e rugosi di buccia, poco succosi e più acidi. La deficienza di potassio è molto rara: essa causa una colorazione bronzata delle foglie, le quali nel limone tendono ad accartocciarsi. I frutti non si riducono di numero, ma di pezzatura; essi hanno buccia sottile e acidità scarsa; l attacco peduncolare si indebolisce. Un fenomeno che sembra correlato anche a difetto di potassio (oltre che a eccesso di fosforo) è l incrinatura dell albedo (creasing), che si manifesta con gibbosità sull epicarpo e con albedo spugnoso e fratturato. Il calcio è moderatamente usato per la formazione dei frutti. Il difetto nel Mediterraneo è raro. L eccesso nel terreno sotto forma di carbonato più che altro nuoce alla cattura di altri elementi, tanto che nelle foglie si mostrano sintomi di carenza. Il ferro è l elemento più immobilizzato; in caso di penuria di ferro si ha nella foglia una depigmentazione internervale, i frutti si riducono di pezzatura e sono pallidi, e internamente vi è una riduzione degli zuccheri, ma non dell acidità. Non si conoscono danni da eccesso di zinco, se non provocati dall uomo. Il suo difetto si esprime sulle foglie, le quali rimangono piccole, strette, con apice acuto e presentano un accentuata clorosi che non tocca le nervature e le ristrettissime bande adiacenti. La pianta emette succhioni all interno della chioma dapprima con foglie verdi e poi clorotiche. I frutti sono piccoli, pallidi e di scarse qualità intrinseche. La carenza di manganese è spesso accoppiata a quella di zinco. Sulle foglie compare una decolorazione internervale meno vistosa rispetto a quella provocata da zinco-deficienza, più vicina alla nervatura principale e sfumata verso i margini esterni della foglia. I frutti sono raramente danneggiati. Il magnesio è notevolmente presente nei frutti; la sua carenza si osserva sulle foglie per una clorosi che si estende a tutta la lamina fogliare, con l eccezione di un triangolo avente base sul lato del picciolo, il quale rimane verde. In penuria di magnesio i frutti risultano piccoli, con bassi contenuti di zuccheri e acidi, oltre che pallidi. Gli effetti degli elementi in difetto e in eccesso sui frutti di arancio sono riportati nella Tabella 3.31. E03_3_Agrumi.indd 177 E 25/05/18 17:41

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis