3.8.5 Irrigazione

E 180 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 3.8.5 Irrigazione. La massima parte degli agrumi si è originata in ambienti naturalmente umidi. Essi, quindi, hanno bisogno dell irrigazione là dove le precipitazioni non riescono a soddisfare per intero il fabbisogno idrico. In caso di carenza idrica la produzione diminuisce e si deprezza perché i frutti rimangono piccoli e si fessurano al ristabilirsi delle condizioni idriche favorevoli. Il limone subisce meno gli effetti negativi della penuria d acqua in estate, ma i frutti ritardano a raggiungere pezzature commerciali. Carenze idriche estivoautunnali provocano sulla buccia il fenomeno chiamato mangiato d agro (rumple). Fabbisogno idrico. Per l accertamento del fabbisogno irriguo degli agrumi l evapotraspirazione potenziale (ETo) rappresenta il parametro fondamentale di riferimento. Utilizzando il metodo dell evaporimetro di classe A, l ETo si ricava dalla misura dell acqua evaporata. L ETo, va poi moltiplicato per il coefficiente colturale (Kc) (Tab. 3.34), il quale tiene conto di vari fattori (età dell impianto, grado di copertura, tecnica colturale) per ottenere l evapotraspirazione massima, o consumo idrico massimo (ETc), che misura in mm l acqua da restituire al terreno. Le piogge si sottraggono all evaporato della vasca solo se di entità superiore ai 10 mm nelle 24 ore. Nelle situazioni in cui si disponga di dati meteorologici, l ETo si può ottenere attraverso la formula di Penman-Monteith (FAO), la quale prende in considerazione quattro variabili: umidità relativa, temperatura, velocità del vento a 2 m, radiazione solare. In questo caso non può essere il singolo agricoltore a fare la stima dell ETo, se non in casi sporadici, ma i dati devono essere forniti da un Servizio tecnico territoriale, il quale dà il consiglio irriguo tenendo conto anche della fase fenologica (germogliamento, fioritura, ingrossamento frutti, ecc.). Un altro metodo molto utilizzato, soprattutto per stabilire l inizio della stagione irrigua, è quello che prevede l uso dei tensiometri posti a profondità di 25 e 50 cm per postazione. L apporto d acqua deve essere ripreso a valori di 0,50-0,60 bar. Va tenuto in conto che l utilizzazione dei tensiometri è tanto più efficace quanto più i terreni sono ricchi in particelle grosse (sabbia) e quanto meno ci si allontana dalla capacità di campo. In termini molto orientativi il fabbisogno idrico annuo per il nostro Paese può essere stimato intorno a 800-900 mm annui, circa metà dei quali coperti dalle piogge. Dove, nell arco della stagione asciutta, non si disponga di un volume d acqua tale da soddisfare completamente il fabbisogno irriguo dell agrumeto, si consiglia di ridurre l erogazione o, in caso estremo, di annullarla, se è possibile, non prima della fine di agosto; il frutto, infatti, prima di questo momento attraversa le fasi di moltiplicazione e di rapida distensione cellulare che risentono molto dello stress idrico. Qualità dell acqua. I sali disciolti nell acqua di irrigazione devono mantenersi al di sotto di 1.500-1.600 ppm. Se si prende come parametro la presenza di cloro, questo TAB. 3.34 Valori di Kc per gli agrumi coltivati in aree preminentemente asciutte con vento moderato (FAO) Tipo di copertura del suolo Gen. Senza inerbimento Con inerbimento 0,75 0,90 Senza inerbimento Con inerbimento 0,65 0,90 Senza inerbimento Con inerbimento 0,55 1,00 E03_3_Agrumi.indd 180 Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Piante adulte copertura del suolo ~70% 0,75 0,70 0,70 0,70 0,65 0,65 0,65 0,90 0,85 0,85 0,85 0,85 0,85 0,85 Copertura del suolo ~50% 0,65 0,60 0,60 0,60 0,55 0,55 0,55 0,90 0,85 0,85 0,85 0,85 0,85 0,85 Copertura del suolo ~20% 0,55 0,50 0,50 0,50 0,45 0,45 0,45 1,00 0,95 0,95 0,95 0,95 0,95 0,95 Set. Ott. Nov. Dic. 0,65 0,85 0,70 0,85 0,70 0,85 0,70 0,85 0,55 0,85 0,55 0,85 0,60 0,85 0,60 0,85 0,45 0,95 0,45 0,95 0,50 0,95 0,50 0,95 25/05/18 17:41 d a r c ir to 2 to a lo p c M ( ta g c a p r 3 m p T d il T n a u d F 3 F le n m a g a d r s a u

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis