4.5 Portainnesti

E 192 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale alcuni mercati interni di uva da tavola e non si consiglia una loro ulteriore diffusione, anzi si prevede una loro sostituzione con le varietà descritte e ritenute più interessanti e gradite dai mercati. 4.5 Portainnesti. Nel 1845 si verificò l introduzione dagli Stati Uniti in Europa dell oidio, temibile parassita vegetale. Per contrastarlo si importarono dagli USA alcuni vitigni resistenti, come Catawba, Clinton e Concord. Assieme a questi, però, venne introdotta anche la fillossera (1863), insetto afidoideo che si dimostrò letale per le varietà di vite coltivate in Europa. Per superare il problema, in un primo tempo furono impiegate Vitis labrusca, incroci di labrusca 3 labrusca, ibridi di labrusca 3 candicans. Solo successivamente vennero direttamente impiegate come portainnesto specie sempre americane che dimostrarono subito la loro notevole resistenza alla fillossera, e in particolare: 8 9 1 2 3 1. Vitis riparia: utilizzata come tale solo in terreni freschi e poveri di calcare attivo (,9%), imprime scarso vigore alla marza, consente di anticipare il germogliamento e la maturazione e induce minore produttività rispetto ad altri portainnesti; 2. Vitis rupestris: la selezione Du Lot possiede un apparato radicale che si approfondisce molto, buona resistenza al calcare attivo (fino al 20%), buona affinità d innesto, buona resistenza alla siccità; 3. Vitis berlandieri: poco utilizzata da sola per la scarsissima capacità rizogena, è resistente al calcare e alla siccità. Oltre a queste tre specie americane, come parentali di portainnesti sono state utilizzate altre specie del genere Vitis, quali Vitis vinifera (resistente al calcare e alla siccità), Vitis champini (resistente ai nematodi), Vitis longii (resistente ai nematodi e adatta ai suoli salini), Vitis cordifolia (poco resistente al calcare e adatta ai suoli compatti). Con le specie indicate sono stati costituiti diversi gruppi di portainnesti: 1. Vitis riparia 3 V. rupestris: al gruppo appartengono 3306 C, 3009 C, 101-14, Schwarzmann, ottimi portainnesti che imprimono alla marza una vigoria moderata, adatti a terreni da freschi a moderatamente siccitosi, ma poco resistenti al calcare attivo; 2. Vitis berlandieri 3 V. riparia: resistenti alla siccità, all umidità e al calcare attivo (fino al 20%), imprimono vigoria da media ad alta. Appartengono al gruppo: 420A, Kober 5BB, SO4, 161-49, 157-11, Teleki 8B; 3. Vitis berlandieri 3 V. rupestris: vigoria da media a elevata, buona resistenza alla siccità e al calcare (fino al 40%). Appartengono al gruppo: 1103P, 140Ru, 110R; 4. Vitis vinifera 3 V. berlandieri: vi appartengono il 41B (Chasselas 3 berlandieri), resistente al calcare (fino al 40%), alla siccità, di bassa vigoria, diffusissimo in Francia, e 333 EM (Cabernet sauvignon 3 berlandieri), molto resistente al calcare; 5. Vitis vinifera 3 V. rupestris: G1 (Aramon 3 rupestris Ganzin n. 1), sensibile alla fillossera in California; 6. Vitis vinifera 3 V. rotundifolia: 39-16, 43-43, 44-4, resistenti a Xiphinema index; 7. Vitis champini 3 V. riparia: al gruppo appartengono portainnesti resistenti ai nematodi endoparassiti, molto vigorosi (K51-32, K51-40); E03_4_Vite.indd 192 25/05/18 17:43 4 4 c c v in la in b te s p q p c c d il 4 d v d v 4 s g s p ta

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis