4.8.9 Potatura verde

E 202 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 4.8.9 Potatura verde. La sfogliatura consiste nell eliminare in toto o in parte una striscia di foglie basali per favorire l arieggiamento nella zona dei grappoli. In genere si effettua nelle esposizioni meno favorevoli del filare (cortina Nord e cortina Est, a seconda della direzione dei filari). L epoca di esecuzione è compresa tra la fase fenologica della bacca, grande come un piccolo pisello, e la maturazione: le sfogliature precoci sono eseguite allo scopo di ispessire la buccia per favorire l accumulo delle componenti nobili della qualità, le tardive per migliorare l illuminazione dei grappoli. In annate calde non bisogna effettuare le sfogliature perché causerebbero ustioni alla buccia a causa della diretta esposizione dei grappoli ai raggi solari. Con la scacchiatura si esegue la soppressione dei germogli sterili o soprannumerari che si sono originati dagli assi secondari della gemma ibernante (controcchi). In tal modo si evitano intasamenti di vegetazione e un eccessivo ombreggiamento dei grappoli. un operazione indispensabile per il controllo della produzione per pianta, tanto che può interessare anche i germogli con grappoli, nel caso di una potatura invernale che ha lasciato troppe gemme. La cimatura consiste nell asportazione del tratto terminale dei germogli a partire dalla 9a-12a foglia dopo l ultimo grappolo. Il germoglio al quale viene tolto l apice vegetativo tende a sviluppare una femminella in prossimità del taglio, quale prolungamento dell asse principale del germoglio, e una serie di femminelle basali; l entità della ricrescita è in funzione dell epoca di esecuzione della cimatura, considerato che la cessazione dell attività vegetativa della pianta avviene poco prima dell invaiatura; interventi precoci (all allegagione) determinano pertanto forte ricrescita, interventi tardivi comportano una crescita quasi nulla. L epoca migliore è da collocarsi in prossimità dell allegagione, per dar modo alla pianta di riformare la superficie fogliare in grado di contribuire alla maturazione dell uva. La sfemminellatura, che consiste nell eliminazione totale o parziale delle femminelle, è utile per eliminare gli intasamenti di vegetazione: occorre comunque mantenere sempre le ultime due foglie basali delle femminelle, attive fotosinteticamente e in grado di esportare elaborati. La spollonatura consiste nell eliminazione dei germogli che ricacciano dal tronco del nesto (succhioni) o dalle radici del portainnesto (polloni). un intervento che risulta necessario per evitare affastellamenti basali della vegetazione e deve essere effettuato quando i germogli sono appena emessi, per non provocare ferite importanti sul tronco. Alcuni portainnesti, come il 140 Ru, hanno un intensa attività pollonifera che rende necessario anche più di un intervento all anno. Possono essere impiegati allo scopo anche erbicidi ad azione disseccante, che comunque richiedono notevole perizia per la distribuzione, oppure mezzi meccanici a filo o muniti di flagelli di gomma. La legatura dei germogli consiste nel palizzamento dei germogli sulla struttura portante del vigneto. Richiede interventi di manodopera molto prolungati e per questo motivo sono state introdotte in un primo tempo macchine legatrici e successivamente le doppie corsie di fili nelle quali infilare i germogli in crescita. Macchine più recenti, invece di stendere fili per sostenere la vegetazione, elevano una coppia di fili insieme alla vegetazione e li fissano a un altezza prestabilita. Il diradamento dei grappoli si esegue allo scopo di eliminare i grappoli che si considerano in soprannumero rispetto a un livello stabilito di qualità del prodotto e alla capacità della pianta di portare a maturazione la produzione totale. un intervento ormai entrato nella pratica comune, soprattutto nelle aree in cui si desidera produrre vini di E03_4_Vite.indd 202 25/05/18 17:43 e e c i 4 a e z l c c e s l b e m d p p ( m p a 4 fa r r n e s g z P ti s d il G z g I r r a

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis