4.9.2 Fertilizzazione

E 204 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale per uva da vino sono stimate applicazioni annue variabili tra 80 m3/ha per le Regioni del Centro-Nord in annate mediamente siccitose e 400 m3/ha per le Regioni del Sud in annate particolarmente siccitose. Con altri sistemi irrigui (aspersione o scorrimento) i valori sopraelencati sono insufficienti, raggiungendo nella pratica anche livelli stagionali di 900-1.200 m3/ha. 4.9.2 Fertilizzazione Concimazione di fondo. La concimazione di fondo, praticata prima dell aratura profonda, serve per dotare gli strati profondi del terreno di sostanza organica e di elementi poco mobili, come potassio e fosforo. Nei terreni a tessitura sciolta è meglio impiegare concimi organici o misto-organici, meno dilavabili, che migliorano anche la capacità di trattenuta dell acqua. La concimazione minerale può essere attuata nel momento del bisogno, poiché è veloce l approfondimento dei minerali. Nei suoli più compatti, ricchi di argilla, il fosforo e il potassio vengono fortemente trattenuti: è quindi necessario che durante la concimazione di fondo i primi 60-70 cm di terreno siano sufficientemente riforniti di tali elementi, perché con la concimazione di produzione si arricchirà progressivamente solo lo strato più superficiale di terreno. Nella fase di reimpianto non bisogna somministrare concimi contenenti azoto a pronto effetto, che verrebbe dilavato rapidamente, in considerazione anche dell epoca di distribuzione che è autunnale. Dato che con la concimazione di fondo si vuole costituire una riserva, le dosi sono necessariamente elevate, ma comunque in relazione ai dati delle analisi del terreno: 300-400 q/ha di letame bovino o succedaneo in adeguate proporzioni; 200-250 kg/ha di P2O5; 150-300 kg/ha di K20; 100-200 kg/ha di MgO. Nei terreni a reazione acida o subacida hanno effetto positivo i concimi contenenti calcio. Concimazione di partenza per viti giovani. Per favorire l attecchimento e la ripresa delle viti giovani si prestano molto bene i concimi organici, da distribuire localizzati all atto dell impianto delle barbatelle; in estate invece è necessario eseguire una concimazione sempre localizzata in superficie, o leggermente interrata, a base di composti azotati. Nelle attuali condizioni di allevamento delle viti giovani diventa molto efficace la concimazione di fondo eseguita prima dell impianto. Concimazione di produzione. Per i terreni sciolti, poveri di humus, la concimazione di produzione dovrebbe essere basata sull apporto di concimi organici o organominerali in autunno. Le dosi vanno modulate in funzione della produttività espressa dal vigneto, delle dotazioni del terreno, del pH, del portainnesto, ecc. Per questi suoli la concimazione azotata va programmata all inizio della primavera solo per quegli impianti che necessitano di un ripristino dell apparato vegetativo. bene considerare, tuttavia, che i maggiori fabbisogni azotati per la vite coincidono con la fase di ingrossamento della bacca, quindi in epoca più avanzata rispetto alla primavera. Per i suoli argillosi la distribuzione dei concimi azotati può essere eseguita anche in autunno utilizzando concimi a lenta cessione. In generale, nel caso dell azoto, la somministrazione può variare dai 30 ai 60 kg/ha. Occorre prestare attenzione al dosaggio dei concimi azotati, poiché soprattutto quelli nitrici determinano un aumento delle esigenze idriche delle piante. Per quanto riguarda il fosforo, una buona integrazione annuale può essere ottenuta somministrando 50-60 kg/ha di P2O5 in autunno. E03_4_Vite.indd 204 25/05/18 17:43 1 d I a p a ti M ( c ( p C u c to q c le v fo n d g m m is z g 4 u s m p tr v tr L o d v

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis