4.10 Maturazione e raccolta

ni n i o- oti e à el hi e e o- ndi oon a n- a ti iti e ooa li me, sli ie lio VITE E 205 La normale concimazione potassica di mantenimento deve oscillare fra 50 e 150 kg/ha di K2O e per anno, da distribuire in autunno, in funzione della produttività del vigneto, del livello di argilla del terreno e della combinazione vitigno-portainnesto. I risultati di una fertilizzazione potassica, anche abbondante, quando il terreno è molto argilloso, sono spesso modesti e compaiono ugualmente carenze in coincidenza di un periodo siccitoso: in questo caso è buona norma eseguire una concimazione fogliare a base di potassio. Per soddisfare il fabbisogno di magnesio si può agire in via preventiva con la concimazione di fondo prima dell impianto del vigneto (100-200 kg/ha di MgO, a seconda delle esigenze), con la scelta di portainnesti poco sensibili alla carenza (es. SO4 è piuttosto sensibile) e limitando l impiego di concimi potassici. In caso di carenza è previsto l uso di fertilizzanti contenenti magnesio da distribuire al terreno (50-150 kg/ha di MgO), se non è calcareo. Nei terreni calcarei i trattamenti fogliari sono più efficaci. Concimazione fogliare. Attualmente la concimazione fogliare della vite rappresenta un metodo rapido ed efficiente per fornire gli elementi necessari per correggere alcune carenze nutrizionali e per superare periodi di stress intenso, che limitano l assorbimento radicale, come i periodi di siccità. Carenze minerali diffusamente segnalate, come quelle di potassio, magnesio, manganese e zinco, che hanno effetto sulle caratteristiche compositive della bacca e influenzano i processi fermentativi, sono correggibili con le concimazioni fogliari effettuate in prossimità dell invaiatura. L aumentato interesse verso l impiego di concimi fogliari attribuisce un ruolo fondamentale alla diagnostica fogliare, che diviene strumento fondamentale nella programmazione delle concimazioni mirate a ottenere prodotti di qualità. Tuttavia, per una corretta interpretazione delle analisi, è necessario stabilire standard di riferimento che tengano conto del tipo di suolo, dell ambiente e del genotipo (vitigno e portainnesto). Occorre, inoltre, prestare attenzione nell individuazione del giusto formulato in termini di composizione, funzionalità e miscibilità e nella valutazione del corretto momento di applicazione. Per esempio, trattamenti effettuati con concime potassico influiscono positivamente sui principali caratteri tecnologici dell uva, quali il contenuto in zuccheri, polifenoli e antociani, dando un vino complessivamente migliore in struttura, gradevolezza e colore. E 4.10 Maturazione e raccolta. La maturazione dell uva può essere definita come un età fisiologica della bacca. Convenzionalmente si possono identificare tre stadi di sviluppo della bacca: bacca verde, arresto dello sviluppo della bacca verde, pausa prima dello stadio di maturazione, invaiatura e maturazione. A sua volta, l invaiatura può essere suddivisa in diversi sotto-stadi, basati sul metabolismo della bacca e sul trasporto di sostanze nella bacca: infatti durante l invaiatura vengono trasportati per via floematica nella bacca acqua, zuccheri e composti azotati; dopo che è cessato il trasporto floematico, ogni incremento di zuccheri è determinato dalla perdita di acqua. La maturazione ideale dell uva è definita a priori per ogni vigneto in funzione degli obiettivi commerciali, della potenzialità del terroir, della densità d impianto, del clima dell area, della precocità dell annata. La scelta di obiettivi realistici è la prima condizione per scegliere la corretta data di vendemmia, tenuto conto che essa incide per almeno il 50% sulla qualità finale del vino. E03_4_Vite.indd 205 25/05/18 17:43

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis