5.7.4 Potatura di produzione

o cri e ue ne si po; di di ui el e ee e à e. a oo, ai ta di e ini e, oo; nm, o a o ie OLIVO E 217 potrà iniziare una leggera potatura asportando i rami interni delle branche, eliminando le biforcazioni e tagliando quelle che hanno un andamento trasversale. Solo al quarto o quinto anno si potranno correggere alcune anomalie nella forma eliminando qualche branca soprannumeraria. Il risultato della potatura di allevamento è quello di costituire una struttura scheletrica robusta e funzionale. 5.7.4 Potatura di produzione. Quando gli olivi hanno acquisito la forma di allevamento prescelta, devono mantenere con la potatura di produzione le dimensioni raggiunte ed esprimere una fruttificazione elevata e regolare nel tempo. L ordine nell esecuzione della potatura di produzione è: 1. accertamento della regolarità della forma ed eventuale correzione con tagli sulle branche principali o secondarie; 2. eliminazione dei succhioni ed eventuale utilizzazione di alcuni per la sostituzione di branche deperite; 3. diradamento della cima della branca con tagli di ritorno entro l altezza massima della forma di allevamento; 4. diradamento delle branche secondarie e terziarie, con l eliminazione di quelle deformi ed esaurite o cariate e il raccorciamento di quelle eccessivamente lunghe in corrispondenza di germogli di sostituzione; 5. eliminazione della dicotomia e sfoltimento dei rami e delle branche troppo dense; 6. taglio dei polloni alla loro inserzione sulla ceppaia. Elementi fondamentali sono l equilibrio delle parti della pianta, il rispetto della forma di allevamento, il mantenimento dell altezza con tagli di ritorno e di un alto rapporto tra foglie e parti strutturali, senza che ci siano branche spoglie di vegetazione. Quando l albero produce germogli brevi ed emette succhioni e polloni, è necessario applicare una potatura di ringiovanimento per sostituire le parti deperite. Gli interventi più efficaci sono la sostituzione delle branche attraverso il taglio alla base e la ricostituzione sui germogli che vengono emessi al di sotto del taglio. E 5.7.5 Gestione del suolo. La gestione del suolo può essere realizzata con: a. copertura vegetale, totale e parziale, temporanea o permanente, con sfalcio periodico delle erbe sviluppate; b. suolo nudo con lavorazioni periodiche e superficiali; c. suolo nudo senza lavorazione e controllo delle infestanti con erbicidi. La copertura vegetale esercita competizione sia per gli elementi nutritivi, in special modo quando prevalgono le graminacee, sia per l acqua in funzione della dimensione dell apparato fogliare delle infestanti; tuttavia è in grado di migliorare la struttura del suolo, specie in superficie, di aumentarne la permeabilità riducendo l erosione, di facilitare la circolazione delle macchine durante la raccolta e di arricchire il terreno di sostanza organica. Occorrono due o tre sfalci all anno per contenerne lo sviluppo. Le lavorazioni superficiali, specie se ripetute, mantengono libero il terreno dalle infestanti facilitando l infiltrazione dell acqua ed evitano la sua dispersione. Il terreno non è protetto dal calpestamento e, se dislocato in pendio, è soggetto a erosione. Si richiedono 2 o 3 interventi durante l anno per un discreto controllo delle erbe spontanee. Il terreno non lavorato e il controllo della vegetazione con erbicidi di pre-emergenza, coadiuvati da quelli selettivi per il controllo delle specie resistenti, permettono alle radici di esplorare gli strati superficiali più fertili, ma riducono la permeabilità del terreno e possono causare fenomeni di tossicità per la traslocazione degli erbicidi in profondità, soprattutto nei terreni sciolti. L eliminazione totale della competizione nutritiva e idrica comporta un evidente aumento di produzione. Nei nostri climi le competizioni nutritive a carico della copertura vegetale nei confronti dell olivo si verificano per le piantagioni giovani, nei primi anni E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 217 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis