5.7.7 Irrigazione

ao e o e o o è oni a a a io a- a. ao a e o e n di e e ro. e el e oo, o e si OLIVO E 219 del terreno e delle foglie, dei sintomi di carenza e di altri fattori elencati in precedenza e, in condizioni di normalità, dovrebbero basarsi su circa 130 kg di azoto, 19 kg di anidride fosforica e 70 kg di ossido di potassio. Le somministrazioni devono essere eseguite preferibilmente in febbraio e aprile, specie nei terreni tendenzialmente sabbiosi. Per gli altri elementi nutritivi si effettuano concimazioni solo se si riscontrano carenze nelle analisi fogliari. La concimazione deve essere applicata fondamentalmente al suolo e deve essere integrata dalla fertirrigazione e dalla concimazione fogliare che risulta vantaggiosa per i microelementi e per gli ambienti siccitosi. 5.7.7 Irrigazione. La carenza di acqua in febbraio-aprile riduce lo sviluppo dei germogli, limita il numero di infiorescenze, aumenta la quantità di fiori incompleti e l aborto dell ovario. In maggio-giugno riduce il numero di frutti allegati, l accrescimento dei frutti e dei germogli e la massa fogliare con limitazione degli assimilati. In luglio-agosto limita la dimensione dei frutti, il rapporto polpa-nocciolo, il contenuto in olio, l induzione delle gemme a fiore. In queste fasi occorre programmare tecniche e apporti di acqua supplementari in modo da garantire, per ciascuna fase e in particolare per quelle definite critiche, le risorse indispensabili per non compromettere la produzione. Raccomandazioni per il periodo primavera-inizio estate. Per garantire un adeguata disponibilità di acqua durante i periodi di pre-fioritura, fioritura e allegagione, occorre aumentare l infiltrazione dell acqua piovana nel terreno durante il periodo delle piogge primaverili, ridurre le perdite di acqua per traspirazione delle erbe infestanti e aumentare le riserve idriche nel suolo mediante irrigazioni complementari (in caso di carenze evidenti) applicando coefficienti colturali vicini a 0,8. Raccomandazioni durante il periodo estate-autunno. Dopo l allegagione e la fine del periodo di cascola, durante l indurimento del nocciolo occorre mantenere nel suolo una minima quantità di acqua che può essere realizzata attraverso una corretta gestione del suolo, specie in terreni con elevata capacità idrica. Nei terreni sciolti può essere necessario intervenire con limitati apporti idrici, in relazione all andamento climatico. Le necessità vanno calcolate con coefficienti colturali intorno a 0,3 per le olive da olio, mentre per le olive da tavola è necessario garantire un adeguata quantità di acqua perché possano accrescersi in continuo, applicando coefficienti colturali comunque sempre superiori a 0,3-0,4 fino a 0,8. Oliveti nello stadio di allevamento. Dopo la messa a dimora e nei primi anni di allevamento è importante rimuovere qualsiasi competizione esercitata dalle erbe infestanti e garantire dalla primavera alla fine dell estate una disponibilità di acqua relativa a un coefficiente colturale pari a 1. Nella tarda estate occorre limitare l apporto di acqua per garantire l indurimento dei germogli favorendo una migliore resistenza al freddo durante l inverno. Calcolo delle dosi di irrigazione. Le dosi di irrigazione (I ) si calcolano con il metodo FAO che prevede l applicazione della formula I 5 ETo ? Kc ? Kr 2 piogge ? 0,8 in cui ETo è l evapotraspirazione della coltura di riferimento che si può stimare dai dati di un evaporimetro di classe A opportunamente corretti con coefficienti di posizione (intorno a 0,8) o dai dati climatici con l applicazione di formule empiriche (Penman o E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 219 E 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis