6. Actinidia

E 222 E.3 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 6. Actinidia 6 L actinidia, o kiwi, è una specie da frutto introdotta in coltivazione solamente nel XX secolo. Originaria della Cina, dove cresce allo stato spontaneo lungo la valle dello YangTse, è stata importata in Nuova Zelanda agli inizi del XX secolo; lì, verso gli anni 30 cominciò a diffondersi tra gli agricoltori. A partire dagli anni 50 iniziarono le esportazioni di frutti verso l Europa, in particolare verso l Inghilterra. Le coltivazioni ebbero inizio in Europa verso la fine degli anni 60, dapprima in Corsica (Francia) e in Italia e successivamente in altri Paesi. La Cina è il primo produttore mondiale, seguito da Italia e Nuova Zelanda. Nel 2003 le superfici coltivate nel mondo superavano i 100.000 ha e le produzioni 1,2 milioni di tonnellate. In Italia la superficie si aggirava attorno a 20.000 ha e le produzioni attorno a 300.000 t. ti r c r c p c 6.1 Caratteri botanici e biologia. L actinidia (nome volgare kiwi) appartiene alla famiglia delle Actinidiaceae. I tipi di frutto più diffusi appartengono a due specie: Actinidia chinensis e Actinidia deliciosa, molto vicine tra loro dal punto di vista tassonomico. Altri tipi coltivati, a frutto piccolo e buccia liscia, appartengono alle specie A. arguta, A. kolomikta e A. polygama. Il genere Actinidia comprende, nel suo insieme, oltre 60 specie, tutte eduli e presenti per lo più in Cina. L actinidia è una liana a foglie caduche. Le specie sempreverdi sono rare. Ha un fabbisogno in freddo variabile da poche centinaia di ore, tipico di alcuni genotipi di A. chinensis, a oltre 1000 ore, tipiche di A. deliciosa cv. Hayward. La pianta ha gemme miste che danno origine in primavera a un germoglio che porta nei nodi basali le infiorescenze rappresentate da 1-3 fiori nei genotipi femminili e da 3 a più fiori in quelli maschili. Le specie sono tutte dioiche, con fiori maschili e fiori femminili portati da piante diverse. I fiori femminili hanno un ovario ben sviluppato, contenente numerosi ovuli (fino a 2000). Il trasporto del polline dalle piante maschili è garantito in parte dal vento e in parte dai pronubi (api, bombi e altri insetti). I frutti maturano tra settembre e novembre, a seconda della specie e della varietà e, a maturazione di consumo, raggiungono una concentrazione di zuccheri attorno ai 14-18 °Brix (il primo dato si riferisce alle varietà appartenenti alla specie A. deliciosa, il secondo a quelle appartenenti ad A. chinensis). Le due specie principali si differenziano per il tipo di gemme e per il tipo di peli che ricoprono i frutti e i germogli: A. chinensis ha gemme scoperte e frutti ricoperti da fine peluria, che viene persa con il procedere della maturazione; A. deliciosa ha gemme sommerse interamente dalla corteccia e frutti ricoperti di peli ispidi e persistenti. A. deliciosa è esaploide (2n 5 6x 5 174); A. chinensis comprende razze diploidi e tetraploidi. 6.2 Propagazione. L actinidia viene moltiplicata in vitro o, meno frequentemente, per talea erbacea (inizio estate) o legnosa (inverno). L innesto ha un limitato interesse e viene utilizzato per produrre piante destinate a terreni pesanti e con elevati contenuti di calcare, nel qual caso si ricorre a portainnesti clonali che conferiscono resistenza alla clorosi (es. D1). Il materiale moltiplicato in vitro viene fatto radicare durante l ambientamento in serra. Successivamente le giovani piantine sono trasferite in pieno campo finché non hanno raggiunto dimensioni adeguate alla commercializzazione (diametro $6-8 mm). E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 222 25/05/18 17:45 r m m c g s c g ta S A n 6 H c c m u c la s s n 6 c n c e e It fi la s s 2

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis