6.3 Miglioramento genetico

X g0 ao e a e 0 e edi o e, a n s, e eli a en o e il a il a e e ); e, e ti a no o Actinidia E 223 6.3 Miglioramento genetico. In A. deliciosa i programmi di miglioramento genetico mirano a produrre selezioni a maturazione precoce per allargare il calendario di raccolta e offrire prodotto fresco nel periodo settembre-dicembre. In A. chinensis si cercano selezioni a polpa sia gialla che verde, caratterizzate da pezzature più elevate rispetto alla media della specie e con un buon equilibrio tra acidità e contenuto in zuccheri, dato che il materiale selezionato in Cina ha tenori in acidità eccessivamente bassi per il mercato occidentale. Si cercano anche selezioni a polpa gialla idonee a lunghe conservazioni. In tutti i programmi, accanto alle linee femminili, si selezionano impollinatori a fioritura contemporanea rispetto alle linee femminili. Per un certo periodo i programmi hanno mirato anche all ottenimento di piante ermafrodite sfruttando alcune linee maschili incostanti o ricombinanti genetici, ma l ottenimento di selezioni ermafrodite con buone caratteristiche qualitative dei frutti non sembra un obiettivo facile da raggiungere. Infine, esistono programmi a lungo termine che coinvolgono incroci interspecifici e mirano a produrre frutti completamente nuovi: buccia edule, polpa e buccia con colori diversi da quelli tipici delle varietà note. I programmi di miglioramento genetico si basano sulle tecniche di incrocio controllato e selezione, e richiedono valutazioni preliminari mediante progeny test delle linee maschili da utilizzare negli incroci. Sono stati messi a punto anche i protocolli per la trasformazione dell actinidia mediante Agrobacterium, ma non è facile per il momento prevedere la diffusione di questa tecnica nei programmi di miglioramento genetico. E 6.4 Varietà coltivate. Per quanto riguarda A. deliciosa in tutto il mondo si coltiva Hayward, l unica varietà femminile rimasta delle prime selezioni neozelandesi; essa è considerata tuttora la migliore delle selezioni di A. deliciosa a polpa verde. In Italia si coltivano anche due varietà precoci, cumulativamente commercializzate come Summerkiwi (Summer 3373 e Summer 4605), mentre in Cina, oltre a Hayward, si coltiva una decina di varietà interessanti per il mercato locale (Qinmei, Miliang n. 1, ecc.), ma considerate non idonee per il mercato occidentale. Per quanto riguarda A. chinensis, la selezione neozelandese Hort 16 , nota commercialmente come Zespri Gold, e la selezione cinese Jintao sono destinate a dividersi il mercato del kiwi a polpa gialla. Altre selezioni, come Kuimi o Lushan-xiang, pur note da tempo anche al di fuori della Cina, non hanno avuto diffusione. 6.5 Esigenze climatiche e pedologiche. Per comprendere le esigenze climatiche delle actinidie è necessario ricordare che le due specie di cui trattiamo sono originarie delle regioni centrali della Cina (Hubei, Hunan, Sichuan e province limitrofe). A. chinensis occupa le zone altimetriche più basse, dove trova stagioni vegetative lunghe e inverni corti, con temperature miti; A. deliciosa occupa le zone altimetriche più elevate, caratterizzate da inverni più freddi e da sbalzi termici giornalieri più elevati. In Italia le aree geografiche più idonee sembrano essere le aree costiere del Centro Italia fino al Metapontino e le piane calabresi. Il Nord Italia rappresenta un area limite per la coltivazione, con frequenti pericoli di gelate, sia primaverili sia autunnali. Le prime sono in grado di danneggiare i germogli e le giovani piantine, mentre quelle autunnali sono pericolose per i frutti. D inverno A. deliciosa può resistere fino a temperature di 214 °C, senza problemi né per le piante né per le gemme. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 223 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis