6.7.7 Raccolta e conservazione

ti ro ti o ui nia ti ae e. in e ). o o a e ci ea li Actinidia E 227 stress idrici controllati durante la fase di rapido accrescimento dei germogli, che si conclude 120 giorni circa dopo il germogliamento. Il rallentamento dello sviluppo dei germogli, determinato dallo stress, riduce il LAI (Leaf Area Index) e quindi la frazione di chioma ombreggiata e permette lo sviluppo di germogli con internodi più corti e quindi più fertili. Il metodo irriguo più idoneo per l actinidia è quello a microjet con erogatori a portata oraria di 60-90 litri/ora. Sono sconsigliati i sistemi di irrigazione a goccia o subirrigazione, dato il modesto raggio di bagnatura. Sono sconsigliati anche gli impianti soprachioma, per l enorme peso di vegetazione e frutti che grava sulle pergole nella seconda parte della stagione vegetativa rischiando di far cadere l intera struttura sotto il peso della vegetazione bagnata. 6.7.7 Raccolta e conservazione. La raccolta avviene quando i frutti hanno raggiunto almeno i 6,2 °Brix; al Sud può essere procrastinata fino al raggiungimento di 7-8 °Brix, a tutto vantaggio della qualità dei frutti, mentre al Nord questo non è possibile per i pericoli di gelate. Il frutto è rovinato quando raggiunge circa 23 °C. Dopo la raccolta il prodotto viene fatto sostare per 2-7 giorni in ambiente ombreggiato e arieggiato (curing), prima del trasferimento in frigorifero. Ciò favorisce la cicatrizzazione della superficie di distacco del frutto, limitando gli attacchi di botrite ai frutti in conservazione. La conservazione viene attuata in atmosfera normale per il prodotto da commercializzare entro 3 mesi e in atmosfera controllata (CA) per i frutti destinati a lunghe conservazioni. L atmosfera controllata è realizzata lentamente e non prima di 20-30 giorni dopo lo stivaggio del prodotto. I parametri della CA sono: 0 °C, UR $ 95%, O2 1,5%, CO2 2-3%, etilene ,0,02 ppmv. particolarmente importante la rimozione rapida e continua dell etilene per evitare il rammollimento dei frutti. E 6.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Le selezioni di A. deliciosa producono 20-30 t/ha mentre quelle di A. chinensis, trattandosi di una specie con fertilità delle gemme più elevata, producono 30-40 t/ha. Il prodotto è destinato al consumo fresco, mentre lo scarto (sottopezzature, frutti deformi, ecc.) è destinato all industria di trasformazione per la produzione di succhi limpidi, prodotti per la gelateria e l industria dolciaria, prodotti di cosmesi. Dal punto di vista nutrizionale, l actinidia ha elevati contenuti in zuccheri, fibre, sali minerali, in particolare potassio, fosforo, calcio, zolfo; inoltre ha un elevato contenuto di vitamina C, pressoché triplo rispetto a quello degli agrumi, che pure sono considerati frutti a notevole contenuto di tale vitamina. Contiene anche composti antiossidanti, capaci di contrastare la presenza delle forme attive dell ossigeno, responsabili di molte malattie umane. L actinidia ha un effetto lassativo apprezzato da molti consumatori. Due caratteri negativi di questo frutto sono la presenza di ossalati di calcio in forma di rafidi, che possono dare irritazioni alla mucosa della bocca e a quella dell esofago, e la presenza di allergeni, come l actinidina, che causano reazioni nel 2-3% dei consumatori. Queste allergie, che solamente in rari casi producono reazioni gravi, sono spesso di tipo incrociato, vale a dire che gli allergeni dell actinidia diventano reattivi in presenza di altre allergie più comuni, come quelle legate ai pollini e agli acari. 6.9 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 227 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis