7.5 Esigenze climatiche e pedologiche

e. l- e us e e o. ao ia - à ao e nn o, no a ); di li ); a eti e Kaki E 229 7.5 Esigenze climatiche e pedologiche. In ambienti notevolmente umidi e freddi, nel periodo invernale, si possono ridurre i danni impiegando, quale portinnesto, il D. lotus. Le gelate tardive possono danneggiare i giovani germogli. Tab. 3.39 Condizioni critiche dei parametri climatici più importanti presi in considerazione per il kaki Condizioni critiche Parametri climatici Temperatura Ventosità Piovosità ,215 °C durante il riposo vegetativo ,0 °C nel periodo primaverile ed autunnale 23 °C per un ora, poco prima della schiusura delle gemme Zone eccessivamente ventose Zone di scarsissima piovosità estiva* * Una eccessiva siccità, se non compensata da irrigazioni di soccorso, può rendere antieconomica la coltura in seguito una riduzione delle dimensioni dei frutti. E I migliori risultati produttivi si ottengono in terreni di medio impasto, tendenzialmente sciolti, freschi, fertili e con pH prossimo alla neutralità. Effetti negativi sulla coltura sono causati da eccessi di sodio (.100 ppm), di boro (.1 ppm) e di manganese (.10 ppm). 7.6 Disegno del frutteto, impianto e potatura di allevamento. Le principali forme di allevamento per il kaki sono a palmetta e a piramide. In Romagna la forma di allevamento predominante è la palmetta a tre o quattro impalcature (80 cm l una dall altra, con inclinazione delle branche di circa 60°), altezza massima di 4 m. Nei nuovi impianti si raggiungono altezze inferiori per facilitare gli interventi colturali alla chioma. L assenza di portinnesti nanizzanti non consente di ridurre le distanze tra le piante che variano, in funzione della fertilità del suolo e della vigoria delle cultivar, da 4-5 m lungo la fila a 4-5 m tra le file. Nella forma di allevamento a piramide la potatura di allevamento non necessita di accorgimenti specifici, mentre Tab. 3.40 Forme di allevamento e sesti d impianto (m) consigliati nel caso della palmetta, Forma di allevamento Fertilità del terreno Sesti d impianto (m) per favorire la formaTra le file Sulla fila zione dei palchi (3 4 e Piramide Media 5,5 5,0 posti a 80 100 cm uno Elevata 5,5 5,5 dall altro), si spunta la Palmetta Media 4,5 3,5 freccia centrale duranElevata 4,5 4,0 te la potatura invernale. 7.7 Tecnica colturale 7.7.1 Potatura. Il kaki produce sui germogli dell anno. Con la potatura si eliminano o si accorciano le branche e sono diradate quelle che hanno già prodotto, allo scopo di contenere la fruttificazione per evitare un peggioramento delle caratteristiche qualitative, una riduzione del calibro dei frutti e l alternanza di fruttificazione. 7.7.2 Gestione del suolo. importante per ottimizzare i risultati produttivi, controllare le infestanti, aumentare l efficienza dei nutrienti abbattendo le perdite per lisciviazione, ruscellamento ed evaporazione, nonché per prevenire erosione e smottamenti, preservando il contenuto in sostanza organica. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 229 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis