8.5 Esigenze climatiche e pedologiche

E 232 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Cultivar europee. Per mercato fresco e trasformazione: marroni (Fiorentino o Casentinese, Castel del Rio, di Marradi, Chiusa Pesio, Luserna, Val Susa, in Italia; Montagne, Sardonne, Comballe in Francia); consumo fresco: Tempurive, Castagne della Madonna, Precoce di Roccamonfina, Garrone rosso, Garrone nero, Gioviasca, Bionda di Mercogliano e Montemarano; per essiccazione e molitura: Frattona, Gabbiana, Siria, Pastinese e Carpinese. Cultivar giapponesi. I castagni giapponesi hanno taglia contenuta, entrano in produzione a partire dal 4°-5° anno dall impianto e i frutti, che maturano precocemente, sono di grossa pezzatura (30-60 frutti/kg) con ilo molto sviluppato. Si segnalano: Ishizuki, Tsukuba, Tanzawa e Ginyose. Ibridi eurogiapponesi. Fruttificano precocemente e hanno vigoria intermedia tra castagno europeo e giapponese. I frutti, di buona pezzatura e con bassa percentuale di settatura, sono adatti al consumo fresco e alla trasformazione industriale. Si segnalano: Primato e Lusenta (di origine italiana); Bouche de Bétizac, Bournette, Maridonne, Marlhac, Vignols (ottenute in Francia); Maraval, Marigoule, Marsol, Precoce Migoule sono pure utilizzati come portainnesti clonali. Cultivar cinesi. Le cultivar cinesi, innestate su semenzali di C. mollissima, sono caratterizzate da alberi di taglia ridotta, fruttificazione precoce e abbondante, buona resistenza al cancro corticale. Si segnalano: Quinza, Duanza, Jiaoza, Jiujiazhong, Jiandingyouli. 8.5 Esigenze climatiche e pedologiche. Il castagno è specie mesotermica, che predilige ambienti caratterizzati da temperature medie annue di 8-15 °C e sopporta bene i freddi invernali (215 °C). Per i nuovi impianti sono preferibili aree collinari e di bassa e mezza montagna, ben esposte e poco soggette a gelate primaverili tardive. I suoli migliori sono quelli vulcanici profondi o mediamente profondi, leggeri e fertili, acidi (pH 5-6,5) e ben drenanti. Sono da evitare terreni pesanti, calcarei, argillosi e limosi, dove il drenaggio è scarso, poiché favoriscono la diffusione della Phytophthora spp. 8.6 Impianto del castagneto e potatura di allevamento. Le distanze di impianto dipendono dal vigore della cultivar e dal portainnesto; per il castagno europeo variano da 10 3 12 m a 12 3 12 m; gli ibridi eurogiapponesi, meno vigorosi, necessitano di sesti di 8 3 8 m o 10 3 10 m. I castagni giapponesi e cinesi possono essere posti a sesti più ravvicinati (5 3 6 m). Prima di effettuare l impianto occorre accertarsi che le cultivar prescelte siano geneticamente compatibili e che fioriscano contemporaneamente (omogamia). Per assicurare una buona impollinazione incrociata è importante piantare più di due cultivar intercompatibili. 8.7 Tecnica colturale 8.7.1 Potatura. La tendenza della moderna castanicoltura è quella di ridurre al minimo il periodo improduttivo anticipando l entrata in produzione delle piante. La potatura in fase di allevamento deve essere limitata il più possibile per consentire un rapido sviluppo della chioma e delle radici. Gli interventi di potatura devono favorire la formazione a vaso o a piramide e ottimizzare l intercettazione della luce. In fase di allevamento la potatura deve essere abbinata a un adeguata somministrazione di acqua e nutrienti. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 232 25/05/18 17:45 te a d h d b g a 8 m le p le o 8 p g m in to z a e a p c p c 8 c s n g 8 c p m m 8 è s g d b

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis