8.9 Conservazione e trattamenti post-raccolta

E 234 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale striature leggermente rilevate. In Francia è adottata una classificazione più semplice, definendo marrone ogni castagna con meno del 12% di semi doppi. Solo una limitata parte del raccolto (15-20%) è indirizzata alla trasformazione e commercializzata come semilavorato o prodotto finito. I semilavorati sono castagne e marroni pelati o pelati e surgelati o trasformati in purè e costituiscono la base per la preparazione dei prodotti finiti. Castagne intere pelate possono essere commercializzate in lattina o in barattoli di vetro al naturale (in acqua), congelate in sacchetti o sottovuoto. Altri lavorati sono castagne bianche (secche), farine, fiocchi, creme. Tra le bevande si segnalano birre, liquori e grappe. Le migliori castagne e i marroni, pelati e congelati, sono canditi o impiegati per la produzione industriale o artigianale di marrons glacés e castagne in sciroppo o in alcol. 8.9 Conservazione e trattamenti post-raccolta. I frutti sono facilmente deperibili a causa dell alto (34%) contenuto in zuccheri (amido, zuccheri semplici) e dell elevata umidità (50%). I metodi di conservazione hanno come obiettivo comune la riduzione dell attività metabolica, per ritardare la comparsa di muffe e ridurre il numero di frutti danneggiati da larve. Il trattamento post-raccolta più diffuso è la curatura: i frutti sono immersi in acqua fredda (18-20 °C) per 4-7 giorni, in seguito posti ad asciugare in ambiente ventilato e rivoltati accuratamente. Le castagne, dopo asciugatura, cernita, calibratura e a volte spazzolatura, per recuperare la lucentezza, possono essere conservate per 5-6 mesi mantenendo un buon aspetto. Altre tecniche adottate sono: a. sterilizzazione in acqua (50 °C per 45 minuti): seguita da asciugatura su pavimento di cemento o in correnti di aria calda per alcuni giorni; b. essiccazione: consente la riduzione del tenore idrico a meno del 10%, la concentrazione dei principi nutritivi e dei minerali e la conservabilità per oltre un anno; c. refrigerazione: conservazione a 0-2 °C in locali ventilati con il 90-95% di umidità relativa; d. atmosfera controllata: conservazione a 0-2 °C al 20% di CO2, 2% di O2 e al 95% di umidità relativa; e. surgelazione: castagne intere o pelate, a 240 °C per 12 ore e successivamente conservate a 220 °C all 80-90% di umidità relativa per più di un anno. E.3 9 d r Ju n J. c p t g fo s c c u s te d n m m la fo c u s g la t 8.10 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) 9 9. Noce d m p te Specie di origine eurasiatica, conosciuta da tempi remoti e ormai diffusa in tutto il mondo. Il noce è importante economicamente sia per la produzione del frutto sia per quella del legno. Prodotti secondari sono forniti dalle foglie e dai malli (farmacia, industria dei coloranti). La produzione mondiale annua di noci è intorno a 1.300.000 t secondo stime FAO. I Paesi produttori più importanti sono nell ordine: Cina, Stati Uniti d America (in particolare la California), Iran, Turchia. In Europa si segnalano Ucraina, Romania, Francia, Grecia e Italia. La produzione italiana, fortemente contrattasi negli ultimi decenni, è ormai limitata a circa 15.000 t e proviene in massima parte dalla Campania (area sorrentina) e recentemente dal Veneto. Piccole produzioni fornite per lo più da piante sparse sono comunque presenti un po ovunque sul territorio nazionale. L Italia attualmente importa una quota importante del suo fabbisogno dalla California e dalla Francia. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 234 25/05/18 17:45 n ta v fr s s c J.

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis