9.1 Caratteri botanici e biologia

e, a e e ti li o e, o n ee ue a o o a, e o a- à di n- na ei e n nè ne e NOCE E 235 9.1 Caratteri botanici e biologia. Il noce appartiene alla famiglia delle Juglandaceae che comprende, oltre a Juglans, alcuni altri generi: tra questi Carya (cui afferiscono il Pecan e l Hickory) e Pterocarya (ornamentale). Le diverse specie del genere Juglans vengono raggruppate in: noci bianchi (J. regia, noce comune europeo); noci neri (J. nigra, J. hindsii, J. californica, J. major, J. rupestris); noci grigi (J. cinerea, J. sieboldiana, J. mandshurica, J. cordiformis, J. cathayensis, J. ailantifolia). Il noce comune è la sola specie autoctona del continente europeo e la più importante per la produzione da frutto e da legno. Si tratta di un albero di grandi dimensioni e longevità, con apparato radicale fittonante e profondo, corteccia grigia e liscia. I rami sono grossi e ricchi di midollo di aspetto lamellare, con gemme ascellari sovente doppie; le foglie sono caduche, composte, imparipennate. Fiori unisessuali, maschili e femminili, sulla medesima pianta. Le infiorescenze maschili (amenti), situate sulle parti subapicali dei rami, emettono polline a trasporto anemofilo; le infiorescenze femminili sono costituite di 2-3 fiori all apice di germogli. Ogni fiore è apetalo, formato da un ovario uniloculare sormontato da uno stigma bifido. La fioritura maschile e femminile di una stessa pianta non è di norma contemporanea (dicogamia): le cv. possono essere proterandre o proterogine. La fioritura avviene tra fine marzo e inizio giugno a seconda della cultivar; la specie è autocompatibile, ma a causa della dicogamia, è per lo più necessaria la consociazione con cultivar diverse. Il frutto è una drupa con epicarpo e mesocarpo carnosi (mallo) ed endocarpo legnoso, che contiene il seme (gheriglio). Il mallo è inizialmente di colore verde chiaro, a maturità imbrunisce e si fende liberando la noce. Questa è costituita da due valve legnose più o meno strettamente saldate, di forma e dimensioni diverse in relazione alla cultivar. Il gheriglio è costituito da due cotiledoni simmetrici, bilobi, separati da setti membranoso-legnosi ed è ricoperto da una pellicola giallastra di sapore amaro. Il legno è semiduro, a grana fine, omogeneo, suscettibile di politura, tinteggiatura e verniciatura. La parte del durame, più scura, è grandemente apprezzata per l ebanisteria. Particolarmente ricercata è la radica, ossia la parte compresa tra il tronco e le radici primarie, dalle venature che formano caratteristici disegni. E 9.2 Propagazione. La pianta nata da seme non ha mai le caratteristiche genetiche della pianta madre. La propagazione per seme non permette quindi di propagare determinate varietà ed è sconsigliata per gli impianti da frutto; invece è largamente utilizzata per ottenere semenzali per impianti da legno o soggetti da innestare in un secondo tempo. Le noci da seminare devono essere sane, del raccolto immediatamente precedente, non sottoposte a sbiancamento o disinfezione. Al momento della raccolta esse presentano una limitata germinabilità a causa della dormienza. Lavate e leggermente essiccate vengono stratificate in sabbia durante l autunno-inverno a temperatura esterna o in frigorifero (2-4 °C) e seminate a inizio primavera, a dimora o in nestaio. Nel caso di semina diretta a dimora, si pongono per ogni buchetta 2-3 noci per essere sicuri che si sviluppi almeno una piantina e poi si eliminano le altre. Per l innesto si utilizzano come soggetti semenzali di 1-2 anni J. regia e, talvolta, in Francia e Stati Uniti J. nigra, J. hindsii o ibridi J. regia 3 J. nigra e J. hindsii 3 J. regia. Le tecniche d innesto migliori E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 235 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis