9.6 Impianto del frutteto e potatura di allevamento

nlu ). eazo e ne mi ti n à edi li si a e fo dy, o e o o e ti ù di e a ee n NOCE E 237 9.6 Impianto del frutteto e potatura di allevamento. Si consiglia la disposizione regolare delle piante in quadrato o in rettangolo, talvolta a quinconce o settonce. Per impianti da frutto sono suggerite distanze di 6-8 m 3 6-8 m, in rapporto al vigore della cv. e del portainnesto. Per impianti a duplice utilizzazione, o solo da legno, vanno preferite distanze più elevate (12-15 m), data la maggiore durata dell impianto. Talvolta sono praticati (soprattutto con N. nero americano) sesti dinamici, ossia piantagione fitta (6 3 6 o 7,5 3 7,5 m) con successivi graduali diradamenti per arrivare all assetto definitivo. Con J. regia tale metodo è sconsigliato a causa di possibili infezioni radicali da parte dei residui delle radici. Per impianti da frutto si utilizzano astoni già innestati, di 1-2 anni, con 1 anno di innesto. Si sconsiglia l innesto a dimora su semenzali. Per impianti da legno si utilizzano semenzali non innestati di 1-4 anni o la semina diretta a dimora per evitare la crisi di trapianto. Tuttavia, le piantine, soprattutto tra il 1° e il 2° anno, richiedono cure per evitare che siano soffocate dalle infestanti. La messa a dimora avviene preferibilmente in autunno su terreno precedentemente preparato con scasso totale o a buche e concimazione. importante mantenere l integrità dell apparato radicale a fittone, che non deve essere raccorciato troppo. Per impianti specializzati da frutto si preferiscono forme a vaso di media o alta impalcatura (1-1,5 m), o ad asse centrale, indicato per varietà altamente produttive. Per impianti da legno, o a duplice utilizzazione, si tende a ottenere piante con il tratto di fusto, tra il livello del suolo e le prime biforcazioni, rettilineo, senza difetti e lungo almeno 2-2,5 m. Sono importanti gli interventi nei primi anni per eliminare biforcazioni e rami laterali troppo bassi, operando gradualmente per evitare di intervenire su branche grosse con successiva difficoltà di cicatrizzazione del taglio. E 9.7 Tecnica colturale 9.7.1 Potatura. La potatura di produzione su piante adulte da frutto dovrà essere regolare, anche se non necessariamente a cadenza annuale, di intensità maggiore su cv. altamente produttive. importante anche la conservazione della forma stabilita evitando altezze eccessive ed eliminando branche troppo basse di intralcio al passaggio. 9.7.2 Gestione del suolo. Sono consigliate lavorazioni superficiali nei primi anni per il contenimento delle infestanti e per favorire l assorbimento delle precipitazioni e l interramento dei fertilizzanti. Nei primi anni è possibile la consociazione in presenza di spaziature sufficienti. utile, sempre su piante giovani, la pacciamatura con film plastico nero, mentre su impianti adulti si pratica normalmente l inerbimento della superficie, con sfalcio periodico con attrezzi rotativi e diserbo chimico o pacciamatura lungo la fila. importante il mantenimento di una superficie livellata per una buona operatività delle macchine raccoglitrici. 9.7.3 Fertilizzazione. All impianto e nei primi anni di allevamento sono consigliati somministrazioni di letame e formulati principalmente azotati per promuovere l attività vegetativa. Le dosi annuali consigliate si aggirano intorno a 100-400 g per pianta di N in 2-3 fasi nel corso della stagione vegetativa. Su piante in produzione si applicano 100-140 kg/ha di N, 100-140 di K2O, 60-80 di P2O5. 9.7.4 Irrigazione. Il periodo critico in cui possono verificarsi carenze idriche è quello primaverile-estivo, in cui il fabbisogno idrico varia da 70 a 100 mm mensili. Raramente praticata negli impianti tradizionali e in quelli da legno, l irrigazione viene adottata E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 237 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis