9.7.5 Raccolta

E 238 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale invece nei moderni impianti intensivi (localizzata o per scorrimento), per promuovere rese produttive maggiori. 9.7.5 Raccolta. La raccolta avviene tra metà settembre e fine ottobre in rapporto al clima e alla varietà. La maturità della noce corrisponde alla fessurazione del mallo, che inizia a separarsi spontaneamente dal guscio. La caduta delle noci a terra avviene spontaneamente, ma è accelerata artificialmente per mezzo della bacchiatura della chioma con pertiche o in impianti moderni mediante scuotimento meccanico. Il cantiere di raccolta meccanizzata prevede la successiva andanatura al suolo dei frutti caduti e la raccattatura. A tal fine è importante l accurata preparazione del terreno, con diserbo e rullatura. Le noci, trasportate al centro aziendale, subiscono subito la smallatura, il lavaggio accurato per evitare imbrunimenti e l essiccazione naturale o tramite generatori di aria calda. Se sane e tempestivamente raccolte, non necessitano di sbiancatura, talvolta praticata mediante bagni di ipoclorito di sodio o anidride solforosa. 9.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Il noce ha generalmente una lenta entrata in produzione (intorno al 10° anno), ma alcune varietà, come le californiane, anticipano sensibilmente. La durata economica del noceto può arrivare a oltre 50 anni. Impianti intensivi arrivano a produrre 5 t/ha. Esemplari maturi isolati di noce possono fornire 50-70 kg di noci. Le cultivar a fruttificazione laterale hanno una produttività più elevata, ma una minore longevità. Il frutto in guscio ha un peso di 10-15 g. Caratteristiche merceologiche importanti sono le dimensioni e l aspetto del guscio, la buona saldatura delle valve per evitare danni e alterazioni del gheriglio. Questo deve essere chiaro, facile da estrarre. La resa in sgusciato può superare il 50% in alcune cv. La noce è un alimento ad alto contenuto lipidico e proteico, ricco di calcio, fosforo e potassio, con buoni valori vitaminici e altamente calorico (Tab. 3.41). Tab. 3.41 Composizione chimica media del gheriglio L n ( 5 c fi G c c s 7 z d q A le energetico (valori riferiti a 100 g) (da Westwood, 1978) 3,5% 14,8% 64,0% 15,8% 1,9% 99 mg 380 mg 3,1 mg 2,0 mg 450 mg 30 UI 0,33 mg 0,13 mg 2,0 mg 651 9.9 Conservazione e trattamenti post-raccolta. Le noci sane e correttamente essiccate si conservano in magazzini ben aerati senza problemi per diversi mesi. Le noci possono essere commercializzate in guscio o come gherigli: le prime sono destinate al consumo diretto, allo stato secco o fresco. Queste ultime, con un tasso di umidità superiore al 20%, si alterano con facilità e hanno quindi un periodo di commercializzazione piuttosto ristretto. Le noci secche non devono superare il 12% di umidità se in guscio, l 8% se sgusciate. Le noci sono molto ricche di acidi grassi insaturi che sono causa di irrancidimento se conservate in condizioni non idonee. L olio di noce si estrae mediante pressione a freddo dei gherigli, ha sapore spiccato, colore giallo paglierino, conservabilità limitata. 9.10 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 238 1 1 di noce e valore Acqua Protidi Lipidi Carboidrati Ceneri Calcio Fosforo Ferro Sodio Potassio Vitamina A Vitamina B1 Vitamina B2 Vitamina C Calorie E.3 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis