SEZIONE E

Regolare e longeva. Per la difficoltà di raccolta e potatura sull asse centrale è in abbandono. Difficile la difesa perché sono presenti zone interne ombreggiate. Le sue varianti libere con branche a spirale, fuso e monocono, sono impalcate alte e adatte allo scuotimento meccanico al tronco. Le primarie di ordine superiore e le secondarie si ottengono con raccorciamenti in inverno delle frecce e legatura dei germogli in verde. La formazione dura fino a 6-7 anni per piante grandi. Entrata in produzione tardiva, a scheletro completo. Astone nudo raccorciato all impianto a 0,1 m sopra l altezza della prima impalcatura. Grazie a un cavalletto di canne si guidano i germogli con gli angoli voluti per formare le branche primarie di prim ordine mediante legature ripetute. Germogli mal posizionati e soprannumerari sono eliminati in verde. Tronco: 0,5 m, fusto 4,0-5,0 m. Branche: 3-4 palchi di primarie (n 5 3), inclinate in modo crescente da 45° a 55°, dal basso all alto, ruotate a spirale; distanze fra palchi da 1,1 a 0,6 m. Lunghe 1/3 della distanza fra inserzione e apice. Sottobranche: secondarie, aperte e poco distanziate, sterzate sulle primarie e fruttifere. Terziarie corte e di sfruttamento. Forma in volume con fusto diritto, su cui sono distribuite le branche primarie a costituire una struttura ben gerarchizzata e regolare. Varianti: fuso (pero, pesco, melo), monocono (olivo), Oeschberg (melo). Piramide (pero, melo, diospiro) Equilibrata e stabile, per piante longeve. Il vaso californiano presenta 6 branche primarie assurgenti. Il globo degli agrumi è meno regolare con branche secondarie al centro del vaso. La piramide tronca ha due palchi di primarie distanti 1,2 m e ruotate fra loro di 60°. Per ottenere le branche secondarie si fanno raccorciamenti in inverno e legature dei germogli in verde. Gli ordini successivi si ottengono in più anni (fino a 6-10 per piante grandi). Entrata in produzione tardiva, dopo la completa formazione. Astone nudo raccorciato all impianto a 0,1 m sopra l altezza dell impalcatura. Grazie a un cavalletto di canne si guidano i germogli con gli angoli voluti mediante legature ripetute. Germogli mal posizionati e soprannumerari sono eliminati in verde. Forma in volume, troncoconica, rovesciata con la parte interna vuota. Consente ottima intercettazione e penetrazione della luce nella chioma. Varianti: vaso californiano (pesco da industria), vaso policonico e cespugliato (olivo), globo (agrumi), piramide tronca del Trentino (melo) di Cesena (pesco), vaso libero (susino, albicocco). Vaso (albicocco, susino, pesco, melo, ciliegio, mandorlo, diospiro) Tronco: 0,5-1,2 m. Branche: unico palco di primarie (n 5 3), inclinate di 35-45° e ruotate di 120°. Sottobranche: secondarie, distanziate 1,0-0,6 m, sterzate sulle primarie con angolo crescente dal basso all alto, vigore e distanze decrescenti. Terziarie fruttifere. Commenti Operazioni al secondo-terzo anno e successivi Scheletro Forma Materiale di vivaio e operazioni al primo anno Forme guidate, franche, in volume, adatte per impianti a bassa densità Forma di allevamento TAB. 1.1 E 24 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE E01_4_Potatura_alberi_frutto.indd 24 g g c ta te p ( p ( a u P u p c r z m 25/05/18 17:20 fu g c te c b 2 F tr p n a n z ( p c a r e a

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis