10.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto

E 244 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale La raccolta con macchine aspiratrici è quella più usata in Italia. In agosto è necessario erpicare il terreno e sottoporlo a rullatura. Le nocciole che cadono nel terreno vengono riunite in andane e poi raccolte con macchine aspiratrici trainate o semoventi, che richiedono potenze di circa 40 CV con una produttività del lavoro di 100-120 kg/h/ operatore. Negli ultimi anni hanno riscosso interesse le macchine raccattatrici, che hanno il pregio di avere capacità di raccolta ancora superiori, con una produttività del lavoro maggiore di 400-500 kg/h/operatore. 10.8 Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Il nocciolo, in media, comincia a produrre al 3-4° anno, raggiunge la piena produzione al 12-15° e la massima produttività tra il 20° e il 25°. La produzione di noccioleti specializzati su terreni fertili e coltivati razionalmente è di 2-3 tonnellate di nocciole per ettaro. La vita economica dell impianto è di circa 50-60 anni. L industria dolciaria, che assorbe il 90% del prodotto, impiega nocciole intere nei torroni e nelle tavolette di cioccolato, in frammenti per pasticceria e gelateria, oppure nocciole macinate per entrare nel cioccolato e nelle creme per gelati e da spalmare; preferisce le nocciole tonde, mentre quelle lunghe sono destinate al consumo diretto e alla frantumazione. In genere sono richiesti semi di 9-15 mm di diametro che rappresentano il 38-50% del peso delle nocciole, con medie che oscillano intorno al 42-44%. Prima dell utilizzazione industriale le nocciole vengono tostate a 115 °C per 30 minuti, per mettere in evidenza il sapore e l aroma. Un altro carattere peculiare delle nocciole è il contenuto in grassi che oscilla dal 50 al 70%; un contenuto medio assicura la migliore espressione delle caratteristiche organolettiche. I semi però possono irrancidire e dovrebbero essere consumati entro un anno oppure conservati a basse temperature. L olio delle nocciole è utilizzato per usi alimentari o industriali; i gusci sono usati per truciolati o come combustibile oppure per l estrazione di grassi. I componenti principali sono: lipidi 66%, proteine 16%, carboidrati 15%; nell ambito dei lipidi, la quantità di acido linoleico deve essere intorno all 11%; sono importanti anche i sali minerali, le vitamine A e B, gli amminoacidi, i tocoferoli, i polifenoli. A seconda della destinazione, le preferenze nei riguardi delle varietà sono: Barcelona, Ennis, San Giovanni, Carabel per il mercato delle nocciole in guscio; Tonda Romana per le nocciole sgusciate; Tombul, Tonda Gentile delle Langhe, Negret, Tonda di Giffoni per le nocciole sgusciate e tostate. L industria utilizza: Tonda Gentile delle Langhe, Tonda Romana, Tonda di Giffoni, Mortarella, San Giovanni prodotte in Italia; Negret e Pauetet prodotte in Spagna; Tombul, Palaz, Fosa prodotte in Turchia. E.3 1 Il n s c e c 1 d v m P te Y p e p le 8 d s v p s a to 10.9 Conservazione e trattamenti post-raccolta. Le nocciole arrivate al centro aziendale subiscono una cernita con l immersione in acqua per eliminare pezzi di terra e ciottoli; quelle che galleggiano sono subito asciugate fino a una umidità del seme del 5-6%, per garantire una buona conservazione; l essiccazione deve essere eseguita immediatamente dopo la raccolta esponendo le nocciole al sole, oppure in essiccatoio utilizzando correnti di aria a una temperatura non superiore a 45 °C. Sistemi alternativi di cernita sono basati sull aspirazione e sulla centrifugazione del prodotto. Lo stoccaggio delle nocciole è eseguito in grossi magazzini che devono restare chiusi quando l umidità dell aria è elevata. 10.10 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 244 F 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis