11. Pistacchio

o oe / e el oa li a tr e e di e oo n e. e o ati %; i o: a a E.3 11. Pistacchio Il maggiore produttore mondiale di pistacchio è l Iran, con una produzione media annua superiore alle 230.000 t, seguito dagli Stati Uniti (circa 110.000 t). Nell Unione Europea Italia, Grecia, Spagna sono produttori di pistacchio, con una superficie complessiva di circa 9.000 ha. In Italia è coltivato quasi esclusivamente in Sicilia (circa 4.000 ha). Le zone più vocate si trovano nelle province di Catania, Agrigento e Caltanissetta. La produzione nazionale di pistacchio, relativa alle annate di carica, è di circa 2.500-3.000 t di frutti in guscio. 11.1 Caratteri botanici e biologia. Il pistacchio appartiene all ordine delle Sapindales, famiglia Anacardiaceae, genere Pistacia. Vi sono una ventina di specie tra cui P. vera L., P. terebinthus L., P. atlantica Desf., P. lentiscus L., P. integerrima Stewart, P. mutica Fisher e Meyer, P. chinensis Bunge, P. formosana Stocks, P. mexicana H.B.K., P. texana Swingle, P. oleosa Lour e Willd., P. palaestina Boissier (sottospecie di P. terebinthus L.), P. kinjiuk Stocks, P. falcata Becc., P. coccinea Collett, P. eurycarpa Yaltirik). Alcune di queste sono utilizzate quali portainnesti di Pistacia vera L., che è l unica a TAB. 3.43 Densità stomatica essere coltivata per i suoi frutti eduli. L albero di (n. di stomi per mm ) pistacchio, molto longevo, ha una crescita assai in alcune specie da frutto (da Faust, 1989) lenta, è alto circa 4-5 m e può raggiungere anche 8-10 m. Densità stomatica Specie Specie decidua, dioica, con spiccata proteranpagina pagina inferiore superiore dria. Le piante maschili sono più vigorose e asMelo 294 0 surgenti delle femminili. Il genere presenta notePesco 249 0 vole anfistomia (il 60% degli stomi si trova nella Fico 243 13 pagina inferiore della foglia e il 40% in quella Vite 125 0 superiore) (Tab. 3.43). La fioritura, assai scalare, Gelso bianco 480 0 avviene in aprile-maggio. Pistacchio 304 226 L impollinazione è anemofila (Fig. 3.24). Il frutOlivo 500 0 to è una drupa monosperma ovoidale. E 2 i, m- ndi el esmi o. si E 245 Pistacchio Differenziazione delle gemme a fiore Cascola delle gemme a fiore Senescenza precoce delle foglie Ripresa attività gemme Marzo Aprile Maggio Giugno Crescita endocarpo Luglio Agosto Settembre Crescita embrione FIG. 3.24 Schematizzazione del ciclo vegeto-produttivo del pistacchio. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 245 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis