12.6 Tecnica colturale

ie o ne e uo). uo, e o: di o a. a n a ea e e ù e), e ai. Si rti e o, n e o. FICO E 249 La pianta inizia a produrre intorno al 5° anno dall impianto, raggiunge la massima produttività (40-60 kg/pianta di frutti) tra i 6 e i 10 anni e la conserva per 40-50 anni; poi, gradualmente, inizia ad avere una resa inferiore. Quantità q/ha Intervallo di inizio piena produzione Anno di entrata in produzione 80-100 FIG. 3.25 Ciclo produttivo di un ficheto nella provincia di Cosenza (var. Dottato). Limite temporale della piena produzione 0 3 6 10 30 40 anni E 12.6 Tecnica colturale 12.6.1 Potatura. La potatura annuale si effettua solitamente a fine inverno, quando non c è più pericolo di gelate. La potatura varia a seconda del tipo di fruttificazione che la varietà di fico tende a dare, o si vuole ottenere. La potatura di produzione consiste nella eliminazione dei rami secchi, dei polloni e dei succhioni e dei rami superflui. Per ottenere solo fioroni , che si formano sui rami di un anno, conviene eliminare in inverno la gemma posta alla sua estremità, in modo che il ramo possa dare origine a tanti germogli che diventeranno produttivi l anno successivo. Se invece si vogliono ottenere abbondanti fichi veri (o forniti), a fine inverno si accorciano fino a un terzo i rami che hanno prodotto, stimolando in tal modo la formazione di germogli produttivi in primavera. 12.6.2 Gestione del suolo. Si esegue una lavorazione autunnale, prima del periodo piovoso, e a ripetute lavorazioni primaverili-estive, poco profonde, per interrompere la capillarità e contrastare la competizione delle erbe infestanti. 12.6.3 Fertilizzazione. La concimazione di impianto dovrà apportare al terreno almeno 30-50 t/ha di letame, 200-250 kg/ha di P2O5 e 300-350 kg/ha di K2O. Durante la fase di allevamento si possono somministrare: 1° anno N 20 kg/ha, P2O5 15 kg/ha, K2O 20 kg/ha; 2° anno N 30 kg/ha, P2O5 25 kg/ha, K2O 40 kg/ha; 3° anno N 30 kg/ha; 4° anno N 40 kg/ha. La concimazione di produzione prevede apporti di N 40 kg/ha, P2O5 40 kg/ha e K2O 60 kg/ha. 12.6.4 Irrigazione. Nelle annate siccitose l intervento irriguo è fondamentale nei seguenti casi: a) nei primi tre anni di vegetazione come intervento di soccorso, al fine di consentire alle giovani radici di estendersi e affrancarsi nel terreno; a partire dalla terza decade di giugno fino a metà agosto occorre effettuare almeno 4-5 interventi irrigui localizzati; b) negli impianti adulti e specializzati in caso di siccità prolungata, a partire dalla seconda decade di maggio, occorre eseguire irrigazioni di soccorso almeno 2-3 volte, sospendendole circa 2 settimane prima della raccolta. 12.6.5 Diradamento dei frutti. Per il fico non è richiesto il diradamento dei frutti. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 249 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis