13.2 Propagazione e miglioramento genetico

eti ovv. ti o e ; r o n ti lri e i, o- a ne o ua 0 e, a. o e a a udi s- Ficodindia E 251 La fioritura si verifica a maggio-giugno ed è scalare. I fiori sono sessili, solitari, generalmente ermafroditi, con numerosi stami, un singolo stilo e un perianzio molto vistoso. Essi si formano principalmente sui margini apicali dei cladodi di un anno di età. L impollinazione è autogama e cleistogama. La specie è autocompatibile ed è caratterizzata da un meccanismo di proterandria che consente l autofecondazione prima che il fiore si apra. Il frutto è una bacca uniloculare, carnosa, polispermica. 13.2 Propagazione e miglioramento genetico. La propagazione avviene per talea impiegando i cladodi di 1-2 anni, o da cladodi multipli composti da un cladodio di due anni che porta due cladodi di un anno. Gli obiettivi del miglioramento genetico del ficodindia riguardano l incremento della qualità e della resa produttiva, la riduzione del numero di semi nel frutto, nonché delle spine nella pianta e nel frutto, l allungamento del calendario di maturazione, la resistenza alla mosca della frutta, l attitudine all utilizzo innovativo del prodotto (es. IV gamma). Il miglioramento genetico è stato realizzato impiegando metodi quali la selezione, l introduzione di germoplasma da altri Paesi, la selezione e la caratterizzazione del germoplasma autoctono e l ibridazione. Le cultivar italiane presentano numero e dimensione delle spine abbastanza contenuti, anche se lo sviluppo di varietà senza spine rappresenta un obiettivo prioritario sia per il gradimento del frutto da parte del consumatore sia per velocizzare le operazioni colturali (potatura, raccolta). E 13.3 Varietà coltivate. La produzione italiana si basa esclusivamente su tre cultivar: a) Gialla, detta anche Surfarina, di altissima rusticità, notevole capacità di resistenza alla manipolazione post-raccolta, con ottime qualità organolettiche; b) Rossa, o Sanguigna, sensibile alla spaccatura, con tendenza all alternanza di produzione, buona resistenza alle manipolazioni e al trasporto, produce frutti di notevoli dimensioni; c) Bianca o Muscaredda, ottima produttività, sensibile alle manipolazioni post-raccolta, suscettibile alla mosca della frutta. La produzione siciliana è stata oggetto di riconoscimento della DOP Ficodindia dell Etna nel 2003. 13.4 Esigenze climatiche e pedologiche. Il ficodindia è una pianta tipica degli ambienti caldo-aridi, in grado di resistere alle alte temperature, anche oltre 45 °C. Il clima ottimale è quello di alta collina, con inverni non troppo rigidi e stagioni estive caldo-umide. In coltura intensiva è preferibile impiantare nelle aree con altitudine non superiore a 600 m s.l.m., in particolare per la produzione di frutti derivati dalla scozzolatura, e in terreni sciolti con bassa componente argillosa; teme i ristagni idrici. 13.5 Impianto del frutteto e potatura di allevamento. La messa a dimora delle talee (cladodi), preceduta dalla preparazione del terreno (livellamento, ripuntatura, aratura, estirpatura, erpicatura) e dalla concimazione di fondo (letame 20-30 t/ha, P2O5 50-60 kg/ha, K2O 40-50 kg/ha), viene solitamente effettuata verso la metà del mese di maggio. Le talee, prelevate tra aprile e maggio, vengono interrate per circa i due terzi del cladodo. Possono essere impiegate una, due o anche tre talee per posta. Il sesto di impianto varia a seconda della forma di allevamento che si desidera ottenere (vaso, cespuglio). I sesti di impianto variano da 5 m a 7 m tra le file e da 4 m a 5 m sulla fila (sesto dinamico 2-3 3 4-5 m). E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 251 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis