14.3 Miglioramento genetico e varietà coltivate

E 254 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Anche le piante WB vengono frigoconservate con la rosetta di giovani foglie e utilizzate negli impianti in suolo o fuori suolo per le prime piantagioni finalizzate a produzioni programmate in estate. Le piante TP (Tray plant) sono originate da piante fresche, ingrossate in particolari contenitori di polistirolo (tray) da 15 fori contenenti un substrato costituito da torba bionda e fibrosa. Spesso le piantine fresche di partenza sono ottenute da cime di filamenti stoloniferi non radicati prelevati dai vivai e posti inizialmente a radicare in appositi contenitori di polistirolo (60 fori). La pianta TP risulta piuttosto costosa, considerati i diversi interventi di manodopera e l elevata incidenza del costo di frigoconservazione, ma consente risultati spesso più interessanti rispetto alla pianta A1 e a quella WB, per la produzione di fragole nei periodi fuori stagione (anche i più tardivi). 14.3 Miglioramento genetico e varietà coltivate. Il miglioramento genetico della fragola è particolarmente attivo e si basa principalmente su metodi tradizionali (incroci intervarietali e, più raramente, interspecifici). Più di 300 nuove varietà di Tab. 3.44 Standard varietale delle principali regioni fragolicole meridionali. fragola sono state diffuse nel mondo dal Dati relativi ai vivaisti 1983 al 2003, ottenute tutte da combi(numero di piantine vendute) nella nazioni d incroci. I principali obiettivi regione per varietà (% sul totale) perseguiti nei diversi programmi tendoBasilicata no ad aumentare: la produttività della Cultivar 2015/2016 2016/2017 pianta; la pezzatura dei frutti, che conCandonga 81 76 sente una riduzione dei costi di raccolMelissa 0 10 ta; la resistenza e/o tolleranza ai princi8 5 pali patogeni e fitofagi della pianta e dei Sabrina 1 5 frutti; la qualità dei frutti (intesa soprat- Marisol Fortuna 2 2 tutto come dolcezza, equilibrato con7 1 tenuto in zuccheri e acidi, brillantezza Nabila 1 1 del colore, consistenza della polpa e Altre 100 100 resistenza della superficie, aspetti in Totale Campania grado di influire direttamente sulla resiCultivar stenza a manipolazioni e trasporti, sulla 2015/2016 2016/2017 shelf-life del frutto dopo la raccolta); il Sabrina 70 66 contenuto in composti a elevato valore Melissa 0 10 nutraceutico, in particolare acido ascor- Nabila 7 7 bico (vitamina C) e acido folico. Fortuna 5 6 Un altro importante obiettivo è quel- Candonga 5 3 lo di ampliare il calendario di matura- Ventana 2 2 zione della fragola con varietà a matu- Camarosa 2 2 razione molto precoce o tardiva e con Amiga 5 1 varietà rifiorenti a giorno neutro, in Kamila 2 1 grado di differenziare gemme e quindi Rania 1 1 fruttificare continuamente per lunghi Altre 1 1 periodi dell anno (purché vi sia un sufTotale 100 100 ficiente termoperiodo). E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 254 25/05/18 17:45 p r d 1 d v d la fi 1 s d s le z r è a z c m s v d to tu p fe te im i b c d c fu u n te

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis