14.5 Tecnica colturale

E 256 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 14.5 Tecnica colturale 14.5.1 Gestione del suolo e impianto. Prima dell impianto di un fragoleto è consigliabile effettuare trattamenti al terreno finalizzati alla riduzione della carica di patogeni, nematodi ed erbe infestanti. I trattamenti si rendono ancor più necessari qualora si tratti di un reimpianto della coltura. Il prodotto fumigante più utilizzato è Dazomet. Particolarmente impiegati nelle coltivazioni biologiche sono i sovesci di piante biocide: si tratta di crucifere (genere Brassica) in grado di liberare, in seguito a trinciatura, composti di degradazione dei glucosinolati (isotiocianati, nitrili o tiocianati) caratterizzati da un elevata capacità biologica nei confronti di batteri, funghi, nematodi, insetti terricoli ed erbe infestanti. Inoltre, la coltura da sovesciare consente anche di ammendare il terreno, considerata l elevata quantità di sostanza organica solitamente prodotta (fino a 1.000 t/ha di sostanza fresca). La copertura del terreno con film plastico, immediatamente dopo la trinciatura e l interramento della coltura di crucifere, incrementa l effetto biocida, in quanto impedisce alla frazione volatile dei composti che si liberano di disperdersi. Qualora si prolunghi fino ai mesi estivi la permanenza delle coperture con film plastico, si ha anche un effetto dovuto all azione solarizzante del terreno. Il terreno viene sistemato in prode, ben baulate, con un altezza al colmo variabile da 10 a 35 cm in dipendenza della tessitura del terreno e della disponibilità idrica. In quasi tutte le aree colturali italiane, i fragoleti sono costituiti su due file per prode. La pacciamatura della prode è tradizionalmente effettuata con un film plastico nero di polietilene, con fori posti a una distanza variabile di 25-40 cm fra le due file e 20-35 cm sulla fila, in relazione alla vigoria della varietà, del tipo di pianta e di coltura. La distanza tra i centri delle prode è di circa 120 cm; la densità di piantagione può variare da 35.000 a 80.000 piante per ettaro, più elevata per le colture autunnali veronesi e per le piante fresche negli ambienti meridionali, più bassa negli ambienti di montagna del nord, dove spesso si adotta la fila singola. 14.5.2 Fertilizzazione. Al fine di definire correttamente le quantità di fertilizzanti da distribuire è indispensabile la conoscenza delle caratteristiche e dello stato nutrizionale del terreno. I valori analitici vanno poi messi a confronto con quelli di riferimento, variabili in funzione del tipo di terreno. Successivamente, per formulare un piano razionale di concimazione, è necessario considerare le asportazioni dei principali elementi nutritivi da parte della coltura (N 5 3,5 kg/t di fragole prodotte; P2O5 5 2,5 kg/t; K2O 5 6,5 kg/t) e le fasi di maggiore fabbisogno in modo da somministrare gli elementi nutritivi in misura corretta e nei tempi ottimali. Le fasi di maggior dispendio energetico per la pianta sono la differenziazione delle gemme (autunno) e i periodi di fioritura e maturazione dei frutti. Bisogna inoltre tenere conto dell eventuale somministrazione in reimpianto di ammendanti organici al terreno, sempre consigliabili per la fragola. Prima della lavorazione del terreno, è buona norma eseguire un apporto di sostanza organica (letame) o di prodotti ammendanti di elevata qualità con un rapporto C/N superiore a 15. Nel caso di ammendanti di origine zootecnica (letame e liquami), si consiglia di definirne le quantità in funzione della dotazione già esistente nel terreno: se è bassa si possono apportare fino a 50-60 t/ha; se è normale 40-50 t/ha; se è elevata 20-30 t/ha. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 256 25/05/18 17:45 *

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis