14.5.5 Raccolta

FRUTTIFERI MINORI pdi e. ae, e e, e E 259 la quota di prodotto di scarto per frutti deformati a causa di difetti di fecondazione o marciumi. Nel periodo che va dalla piantagione fino al riposo vegetativo invernale, la coltura non è in genere protetta; solo gli impianti finalizzati a una prima produzione autunnale, che fanno ricorso a piante di elevate dimensioni (Extra, A1, WB, TP), vengono protetti già a partire da fine settembre. Oltre a questo tipo di protezione che mira ad aumentare la precocità, sta crescendo l interesse verso un altro tipo di protezione che si pone in opera più tardivamente, quando le piante iniziano a fiorire. Si utilizzano strutture più semplificate, dotate di archi semplici o multipli, coperti con film plastico, ma aperti nelle porte lateralmente. Con questa tecnica s intende proteggere le piante dalle piogge primaverili e quindi evitare l insorgenza dei marciumi dei frutti durante la raccolta; la maturazione viene anticipata solo di qualche giorno rispetto al pieno campo. In tutti i casi le strutture di sostegno sono in genere di due tipologie: tunnel singoli e multipli. I tunnel singoli, tipici dell areale cesenate, sono strutture realizzate con archi di ferro, lunghe fino a 100 m, alte al colmo poco più di 2 m e larghe da 4,5 a 5,5 m, in modo da coprire 4 o 5 file binate. Sono dotati di spondine laterali fisse, alte fino a circa 40 cm da terra. Il film plastico di copertura è apribile ai lati del tunnel (con avvolgimento manuale) da 40 cm fino a circa 1,5 m da terra. I tunnel multipli, molto più diffusi negli ambienti meridionali e nel veronese, sono costituiti da strutture contigue, unite fra loro da pali centrali sui quali sono inseriti gli archi. La lunghezza non supera i 30-40 m per favorire maggiormente l arieggiamento interno del tunnel che, a differenza di quello singolo, può essere effettuato solo per innalzamento del film plastico creando una fessura lungo la congiunzione dei tunnel. Questo tipo di struttura è adottato per la copertura di grandi superfici, in quanto consente un risparmio di film plastico e, grazie all elevato volume di aria contenuto, massimizza l effetto serra. La scelta del film plastico da utilizzare per la copertura del tunnel (sia singolo che multiplo) richiede una perfetta conoscenza delle sue caratteristiche: trasparenza ed effetto termico. In base alla loro composizione chimica possono essere distinti in film di polietilene (PE), di polivinilcloruro (PVC) e di polietilene additivato con etilvinilacetato (EVA). an i. o a o ti ia o lon 6 io i. E 14.5.5 Raccolta. La fragola è raccolta manualmente e il frutto è staccato in funzione dello sviluppo (estensione e intensità) del colore rosso della superficie. In prossimità della maturazione comincia una progressiva attenuazione del colore verde che poi diventa rosa, rosso e infine rosso brillante. Il viraggio del colore procede dalla base verso la punta del frutto (lato esposto) ed è influenzato dalla temperatura, in quanto viene rallentato a 20-10 °C (giorno/notte) e favorito a 25/10 °C (giorno/notte). Non esistono altri indici di raccolta adottati. nn e di e 14.6 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) E.3 15. Fruttiferi minori Con l espressione fruttiferi minori si indicano alcune specie arboree e arbustive, sia spontanee che coltivate, diffuse prevalentemente in territori collinari e montani, e caratterizzate da una spiccata rusticità: la loro coltivazione desta oggi un rinnovato interesse poiché può inserirsi negli agroecosistemi in un ottica di sostenibilità, sintonizzandosi con l ambiente e il paesaggio, e integrarsi con altre attività (turismo, agriturismo, strutture di ristorazione, parchi o luoghi di ricreazione, ecomusei), anche attraverso innovazioni di prodotto e di processo (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 259 25/05/18 17:45

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis