16.2 Rovo

E 266 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale Volendo privilegiare la produzione autunnale (più remunerativa perché fuori stagione ), i polloni ogni anno vanno tagliati raso terra in autunno dopo il raccolto. Nella primavera successiva dalla ceppaia si sviluppano nuovi polloni che forniscono il nuovo raccolto. Gestione del suolo. L interfila può essere lavorata in modo superficiale (8-10 cm di profondità, per non lesionare le radici) o essere perennemente inerbita, ricorrendo a sfalci periodici: l inerbimento favorisce le operazioni colturali (specialmente la raccolta) e facilita il passaggio dei mezzi meccanici anche con il suolo saturo di umidità; l erba sfalciata, inoltre, è preziosa fonte di sostanza organica. Per contenere le infestanti sulla fila si può ricorrere al diserbo chimico, ma è da preferirsi la pacciamatura (sulla fila) con materiali organici (paglia, segatura, corteccia di conifere, legno cippato), in armonia con i principi dell agricoltura sostenibile. Fertilizzazione. Il lampone predilige terreni ricchi di sostanza organica: sono perciò consigliabili apporti di letame ogni 2-3 anni (30-50 t/ha) e concimazioni minerali con azoto, fosforo e potassio ed eventualmente magnesio. Irrigazione. Dove la disponibilità idrica è inferiore a 800-900 mm/anno, soprattutto nei primi anni e per ottenere buoni raccolti, può essere utile ricorrere all irrigazione sottochioma, con sistemi a goccia o microjets. Le esigenze idriche sono concentrate durante la fioritura e l ingrossamento dei frutti. Raccolta. I lamponi sono frutti delicati, che vanno raccolti tempestivamente e, se non sono refrigerati, vanno rapidamente commercializzati. In Italia, dove le piantagioni sono di modesta estensione, la raccolta viene eseguita a mano, con stacchi che si succedono a intervalli di 1-2 giorni, a seconda dell andamento stagionale, per circa 1 mese tra fine giugno e fine luglio per le cultivar unifere, mentre per le rifiorenti i raccolti in pieno campo sui germogli anticipati vanno da fine agosto a settembreottobre, con rese orarie di 4-5 kg/ora/uomo. Per estendere il periodo di raccolta e proteggere i frutti dalle intemperie, le cultivar rifiorenti sono sempre più frequentemente ricoperte da tunnel o semplici cupolini in politene che consentono di prolungare la fruttificazione. Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Le piantagioni, se in ambiente vocato e correttamente gestito, possono produrre regolarmente per 12-15 anni e la produttività si aggira sulle 8-10 t/ha e oltre. Gran parte del raccolto viene destinato al mercato fresco. Le utilizzazioni industriali riguardano: surgelati, disidratati, succhi e puree (basi per nettari, yogurt, gelati, pasticceria), confetture e gelatine, frutti interi allo sciroppo e sotto alcol, liquori, coloranti, cosmetici e prodotti farmaceutici. 16.1.7 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) 16.2 Rovo (Rubus ulmifolius), famiglia: Rosaceae. 16.2.1 Importanza e diffusione della coltura. In Italia il rovo è coltivato su una superficie di circa 58 ha (2003) e le prime Regioni produttrici sono Trentino-Alto Adige e Piemonte. I modesti prezzi realizzati dalle produzioni destinate all industria e i piccoli quantitativi immessi sul mercato fresco non permettono di prevedere un evoluzione degli investimenti. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 266 25/05/18 17:46 1 s 1 s s d z A m e d ( 1 lo r o a n 1 p p a p 1 P 2 I s fo Ir p s R 2 p D L i n d 1

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis