16.4 Mirtillo gigante

o d o, el aidi uSi a, n fn m. ò e a è r di mdi e ine. Piccoli frutti E 269 16.3.6 Tecnica colturale Potatura. Ribes rosso e uva spina fruttificano sia su rami misti che su dardi. La potatura di queste piante, che deve tenere conto di tali peculiarità, consiste nel mantenere un certo numero di branche, sostituite al 3-4° anno per ringiovanire le formazioni. Le forme di allevamento più diffuse sono: cespuglio, palmetta, alberello o a V . Nell allevamento a cespuglio, durante il primo anno, a fine inverno, i rami vengono speronati per favorire lo sviluppo di 4-5 germogli, che costituiranno le branche principali. L anno successivo, con tagli di accorciamento, si favorisce l ampliamento dei cespugli e la formazione di branche secondarie. Il rinnovo delle impalcature è periodico; le piante sono mantenute a un altezza di 1,5-2 m e a una larghezza di 1,2-1,5 m. Per favorire la penetrazione della luce nella chioma vanno eliminati branche e rami nella parte centrale del cespuglio. Al 3° anno, in genere, le piante hanno sviluppato una folta chioma e iniziano a fruttificare. Il ribes nero produce prevalentemente sui rami di un anno e la produttività si riduce drasticamente su branche di oltre 3 anni. I tagli devono pertanto essere molto severi per stimolare lo sviluppo di nuovi germogli destinati a rinnovare la chioma e assicurare una buona e regolare fruttificazione nel tempo. Fertilizzazione. La somministrazione di elementi minerali va eseguita annualmente ricordando che il ribes nero è pianta potassofila mentre quello rosso predilige il fosforo. L azoto è utile per stimolare il rinnovamento della vegetazione. Raccolta. Si esegue in giugno-luglio in un unica passata, staccando manualmente i grappoli, con rese di 4-5 kg/ora/uomo. La produttività si aggira sulle 5-7 t/ha e gli impianti ben condotti possono produrre per 15-20 anni. Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Il ribes rosso e l uva spina sono per lo più destinati al consumo fresco, commercializzati spesso in confezioni miste con altri piccoli frutti. Il ribes nero è invece utilizzato industrialmente sotto forma di surgelati, disidratati, succhi, puree, coloranti, cosmetici e prodotti farmaceutici. Le gemme e le foglie, ricche di oli essenziali (terpeni) sono impiegate nella preparazione di the e infusi. Negli ultimi anni sono state riconosciute e valorizzate le proprietà farmacologiche di questa specie in oftalmologia e le proprietà antiossidanti dei polifenoli contenuti nei frutti, che sono inoltre ricchissimi di vitamina C (90-360 mg in 100 g di frutto fresco). E 16.3.7 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) 16.3.8 Conservazione e trattamenti post-raccolta. I frutti, soprattutto quelli delle cultivar tardive, possono essere conservati per oltre un mese in cella frigorifera (0 °C) in atmosfera normale. 16.4 Mirtillo gigante (Vaccinium corymbosum), famiglia: Ericaceae. 16.4.1 Importanza e diffusione della coltura. La coltura, che in Italia copre attualmente oltre 200 ha localizzati prevalentemente in Piemonte, Trentino e Lombardia, è in rapida espansione e rappresenta in molti areali una non trascurabile fonte di reddito. Nonostante siano diffuse allo stato spontaneo altre specie di mirtillo (V. myrtillus, mirtillo nero; V. uliginosum, mirtillo blu; V. vitis idaea, mirtillo rosso), la sola specie di interesse colturale è il mirtillo gigante americano. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 269 25/05/18 17:46

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis