SEZIONE E

E 270 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA speciale 16.4.2 Propagazione. Le piante sono propagate per talea legnosa ed erbacea e, sempre più frequentemente, per via meristematica. 16.4.3 Varietà coltivate. Tutte le cultivar sono unifere e la maturazione nei climi italiani avviene da inizio giugno a inizio settembre. Si segnalano cultivar precoci (Bluetta, Duke), medie (Toro, Berkeley, Bluecrop, Coville) e tardive (Elizabeth, Lateblue, Elliott). 16.4.4 Esigenze climatiche e pedologiche. Il mirtillo gigante americano è un arbusto perenne, cespuglioso, a portamento eretto, che può superare i 2-3 m di altezza e prosperare per oltre 50 anni mantenendo a lungo la produttività a patto che sia regolarmente potato e adeguatamente concimato. I frutti sono bacche, di colore blu-azzurro, rivestite di abbondante pruina e di peso medio di 1-3 g, portate in racemi. La polpa è bianca e contiene numerosi piccoli semi. I mirtilli vivono, grazie a simbiosi endomicorriziche, in suoli anche molto poveri di elementi nutritivi (fosforo e potassio in particolare), a reazione acida, con pH compreso tra 4 e 6. Per pH . 6 si manifestano squilibri nutrizionali, soprattutto a carico del ferro. I terreni più idonei alla coltura sono quelli ben drenati, sabbiosi, contenenti abbondante sostanza organica umificata, privi di calcare attivo. Questi arbusti possono essere coltivati fino a 900 m s.l.m., hanno un apparato radicale poco profondo e sono perciò sensibili alla siccità; per ottenere buoni risultati vegeto-produttivi, la piovosità deve essere ben distribuita o l approvvigionamento idrico assicurato con interventi irrigui. 16.4.5 Impianto del frutteto e potatura di allevamento. L epoca più propizia per l impianto è l inizio della primavera mettendo a dimora piante allevate in vaso. Prima dell impianto è bene procedere a una lavorazione del suolo profonda, seguita eventualmente da una coltura rinettante, successivamente interrata, per apportare sostanza organica. Le distanze d impianto, in relazione alla cultivar, sono di circa 3 m tra le file e 1,70-2 m sulla fila. Per favorire lo sgrondo delle acque conviene coltivare i mirtilli su terreno baulato. All impianto vanno somministrati fertilizzanti minerali sotto forma di concimi fisiologicamente acidi, quali perfosfato minerale e solfato potassico. Occorre anche intervenire con 0,2-0,25 t/ha (100 g/pianta) di solfato ammonico, distribuito al risveglio vegetativo in 3 riprese a partire da metà marzo e a intervalli di 30 giorni, in modo da non concimare oltre la fine di giugno. L apporto di sostanza organica (18-20 litri per buca), costituito da torba acida, segatura, corteccia di conifere in scaglie, aghi di pino e letame ben maturo, serve a creare un ambiente adatto all insediamento e allo sviluppo delle piante e a aumentare l acidità del terreno. L apparato radicale è poco profondo e compatto e le radici, minute e delicate, soprattutto nei primi anni, restano ammassate per lungo tempo in uno spazio ristretto. Per favorire l impollinazione incrociata e incrementare la produttività si pongono nel mirtilleto 4-5 alveari/ha. 16.4.6 Tecnica colturale Potatura. All impianto le operazioni di potatura vanno limitate al minimo: durante i primi due anni va ridotto il numero delle gemme a fiore eventualmente presenti per evitare che una troppo precoce fruttificazione comprometta la regolare crescita dei cespugli; vanno poi eliminati i rami deboli e mal disposti. Qualche taglio di speronatura può stimolare la formazione di una chioma vigorosa. E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 270 25/05/18 17:46 d d in o fo l d G q r è s d c p d F tu d ta s n L in n c le Ir fa r m z 1 R m R 2 b L la d s i 1

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis