SEZIONE E

m- aa, ). ue r- o i. di mo ti so a n r a nom e li o ma di a e ee, to i r e Piccoli frutti E 271 Se non si provvede alla potatura annuale, la troppo abbondante fruttificazione (a differenza di altri fruttiferi l allegagione del mirtillo raggiunge l 80-100%) va a scapito delle dimensioni dei frutti e dello sviluppo vegetativo; nel mirtillo gigante possono instaurarsi fenomeni di alternanza di produzione. Le bacche di miglior pezzatura si ottengono dai rami misti e per tale ragione si deve stimolare lo sviluppo di queste formazioni. Nelle piante adulte sono presenti circa 10-15 fusti per cespuglio e, se l eliminazione delle formazioni più vecchie è regolare, viene mantenuto un equilibrio dinamico nella pianta. Gestione del suolo. Le tecniche agronomiche adottabili sono diverse, ma le più frequenti sono la pacciamatura sotto fila, l inerbimento dell interfila con regolari sfalciature del cotico erboso o periodiche lavorazioni superficiali dell interfila. La pacciamatura è spesso realizzata con materiale organico, per una striscia di circa 1 m, con segatura stagionata, torba, aghi di pino, cortecce macinate che, oltre a controllare lo sviluppo delle malerbe, apportano sostanza organica, abbassano il pH, riducono il consumo idrico e le escursioni termiche nel suolo. In alternativa possono anche essere utilizzati film plastici neri o teli di tessuto antialga (più costoso dei precedenti, ma più resistente e durevole), che tuttavia presentano problemi di smaltimento a fine utilizzo. Fertilizzazione. La concimazione minerale con fosforo e potassio va effettuata in autunno-inverno con quantitativi crescenti di fertilizzanti fino a raggiungere 40-60 kg/ha di P2O5 (0,3 t/ha di perfosfato minerale), 80-100 kg/ha di K2O (0,2 t/ha di solfato potassico). L azoto, che viene assorbito prevalentemente sotto forma ammoniacale, va somministrato in piccole dosi, in 3-4 volte, a intervalli di 20-30 giorni a partire dall inizio della primavera, impiegando dosi crescenti, ma moderate di solfato ammonico. L applicazione di dosi troppo massicce di azoto è causa del fallimento di molti impianti in quanto le radici molto fini e compatte del mirtillo sono sensibili e facilmente ustionabili da quantità eccessive di concime. Negli anni successivi all impianto è importante continuare ad apportare sostanza organica sotto forma di torba, segatura, aghi di pino, letame stramaturo. Irrigazione. Poiché i mirtilli hanno un apparato radicale poco profondo, l acqua è un fattore di grande importanza che condiziona il successo delle coltivazioni: la microirrigazione sotto chioma permette di ottimizzarne l impiego, limitare lo sviluppo delle malerbe, incrementare qualità e quantità delle produzioni. L entità delle somministrazioni non può essere fissata a priori, ma buoni risultati si ottengono con 25 mm ogni 10 giorni dall ingrossamento dei frutticini alla raccolta. Raccolta. La maturazione delle bacche non è contemporanea e la raccolta è effettuata manualmente in 4-5 passate, distanziate 7-10 giorni. Resa, qualità e caratteristiche del prodotto. Le rese conseguibili sono valutabili in 2-5 kg/cespuglio, con punte di 20 kg/pianta e rese orarie di 2-3 kg/uomo. I frutti, serbevoli, sono per lo più destinati al consumo fresco e i prezzi spuntati sono elevati. La produzione è inoltre indirizzata all industria alimentare per la preparazione di surgelati, confetture, succhi, polpe e all industria farmaceutica per le proprietà fitoterapiche dovute alla ricchezza in principi nutritivi farmacologicamente attivi: la capacità antiossidante del mirtillo, dovuta a un elevato contenuto in polifenoli, è la più elevata tra tutti i frutti e le verdure fresche. E 16.4.7 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture) E03_5/16_Olivo-piccoli_frutti.indd 271 25/05/18 17:46

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis