E.4 COLTURE ORNAMENTALI LEGNOSE

E 272 Produzioni vegetali arbustive e arboree - COLTURE ORNAMENTALI LEGNOSE E.4 Colture ornamentali legnose 1. Arboricoltura ornamentale Gli alberi, veri protagonisti del paesaggio, ne hanno da sempre rappresentato l elemento caratterizzante fino a diventarne simbolo identificando, con la loro presenza, precisi ambienti o microclimi, come il cipresso o l olivo per l ambiente mediterraneo. La loro mancanza, al contrario, è sinonimo di monotonia e di degrado del paesaggio. In Italia, le specie arboree spontanee sono circa 150, mentre il numero delle specie arbustive è maggiore. Se si considerano poi gli alberi e gli arbusti introdotti dall uomo a scopo ornamentale o produttivo, il numero si avvicina verosimilmente alle 2.000 specie. Fra le numerose specie introdotte da lungo tempo nel nostro Paese, molte si sono acclimatate e si riproducono spontaneamente così da essere considerate come naturalizzate. In termini convenzionali sono da considerare alberi quelle piante legnose che hanno un fusto perenne ben definito, cioè che a pieno sviluppo presentano un asse principale (fusto o tronco) prevalente sulla massa delle ramificazioni, il quale raggiunge un diametro di almeno 5 cm ad altezza di petto e un altezza di almeno 5 m; i rami si sviluppano in alto sul tronco a formare una chioma variamente conformata a seconda delle specie. Sono da considerare arbusti quelle piante legnose che si presentano ramificate per lo più fin dalla base, nelle quali cioè la massa dei rami predomina sull asse principale. In questo caso il fusto primario può non superare in dimensioni i fusti secondari e la pianta assume allora un aspetto cespuglioso. L incontro con un grande albero, qualunque sia la specie, non può che destare ammirazione e stupore per le dimensioni talora enormi delle chiome e dei tronchi, ma non sempre si è consci del fatto che anche la parte ipogea dell albero, cioè tutto il suo apparato radicale, è per lo meno altrettanto grande e talora anche più sviluppata della parte epigea o aerea. L uso degli alberi, come anche degli arbusti, deve pertanto essere frutto di una conoscenza approfondita che va dal riconoscimento botanico alle esigenze, fino allo sviluppo nel tempo di ogni singola pianta. 1.1 Alberi. Gli alberi appartengono tutti alle due grandi divisioni del Regno vegetale delle Gimnosperme e delle Angiosperme. Gli alberi ascritti alle Gimnosperme sono comunemente designati come Aghifoglie, per il carattere manifesto delle foglie aciculari; vanno anche sotto il nome di Conifere per il carattere delle infruttescenze, dette strobili o coni, e di Resinose, per la frequente presenza di canali resiniferi nel legno. Gli alberi ascritti alle Angiosperme appartengono alla sola classe delle Dicotiledoni (in contrapposto alle Monocotiledoni, quasi tutte erbacee), caratterizzata da semi con due cotiledoni che sviluppano alla germinazione due foglie primordiali; sono comunemente designati come Latifoglie, per il carattere manifesto delle foglie a lamina variamente espansa anziché aciculare. Queste distinzioni comunque non sono propriamente esatte poiché fra le conifere vi sono specie a foglia larga (es. Podocarpus), mentre nelle cosiddette Latifoglie vi sono specie a foglia sottile, o addirittura aghiforme, come le tamerici, le eriche, ecc. 1.1.1 Conifere. Le conifere italiane appartengono alle famiglie delle Taxacee, Cupressacee e delle Pinacee. La prima è rappresentata soltanto dal Taxus baccata; la seconda dai generi Cupressus, Chamaecyparis, Thuja e Juniperus e la terza dai generi Abies, Picea, Larix e Pinus. E04_Colture ornamentali legnose.indd 272 25/05/18 17:47 c g la p lo e s p A C in s T il d te a p p 1 b te la te li a b c C s d c le C fr to m te

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis