1.2 Arbusti

E 274 Produzioni vegetali arbustive e arboree - COLTURE ORNAMENTALI LEGNOSE 1.2 Arbusti. Gli arbusti vengono ampiamente impiegati nelle composizioni verdi di piccole dimensioni, come giardini o terrazze, e di grandi dimensioni come i parchi. Si utilizzano per collegare masse vegetali o masse inerti con superfici piane realizzando movimenti di forme più naturali e graduali, e anche per formare schermi e siepi di contorno o delimitazione. Anche l impiego degli arbusti presuppone la conoscenza dello sviluppo definitivo, della fenologia, delle esigenze ambientali e colturali, ciò al fine di evitare banali errori compositivi quali la disposizione di una linea avanzata di arbusti a taglia grande che finirà con lo schermare o soffocare arbusti più bassi posti su una linea arretrata; oppure impianti troppo radi o troppo serrati. I principali criteri che è bene tenere in considerazione sono: inserire una specie dominante in ciascun gruppo, scegliere specie a fioritura scalare e protrarre così il più a lungo possibile l effetto della fioritura, rispettare le regole cromatiche. Il vasto numero di specie coltivate consente di soddisfare ogni tipo di esigenza. Specie a fogliame persistente, come l Euonymus, l Ilex, l Aucuba, assicurano anche d inverno una nota di colore al giardino, grazie alle diverse tonalità di verde, creando piacevoli contrasti con altri elementi vegetali presenti. Gli arbusti decidui sono più appariscenti, vistosi e particolarmente ornamentali nelle altre stagioni sia perché coprono con le fioriture l intera gamma di colori sia per i colori del fogliame in autunno. Inoltre numerose specie hanno fiori profumati (Chimonanthus, Philadelphus, Rosa, Viburnum, Magnolia, Osmanthus). Un altro elemento decorativo degli arbusti è costituito dai frutti che con le loro forme e i colori (Rosa, Cotoneaster, Hippophae, Pyracantha, Malus) aggiungono note di vivacità nei periodi autunno-invernali. Alcuni arbusti caducifogli presentano comunque durante la stagione invernale piacevoli caratteri ornamentali come cortecce colorate (Cornus alba) o particolari ramificazioni (Corylus avellana Contorta ). L evoluzione della gestione del verde pubblico e privato ha portato a ricercare specie tappezzanti in combinazione con tecniche di pacciamatura che riducano i costi di gestione pur mantenendo elevato il livello decorativo. Gli arbusti tappezzanti, come dice la parola, tappezzano il terreno ricoprendolo rapidamente in modo da impedire lo sviluppo delle erbe infestanti; in questo modo si riducono i costi per le cure colturali e i diserbi. In alcune zone chiave per il sistema urbano, come gli spartitraffico e le aiole di separazione tra i parcheggi o gli angoli morti di difficile manutenzione, l impiego delle tappezzanti favorisce la realizzazione di macchie verdi, varie e ordinate. Per quanto riguarda la rosa, nuove specie e varietà sono state selezionate in questi ultimi anni con caratteristiche tali da richiedere costi di manutenzione molto contenuti e da permettere di essere utilizzate in qualunque tipologia di verde privato o pubblico, riconfigurando spazi verdi con effetti ornamentali di particolare pregio. Sono le cosiddette varietà coprisuolo, autopulenti (i petali sfioriti cadono da soli e la pianta prosegue la fioritura fino ai primi geli) e autoradicate, che non richiedono le costose operazioni di asportazione dei polloni del portainnesto. Le nuove selezioni sono inoltre particolarmente resistenti alle avversità climatiche (gelo e radiazione solare intensa) e alla maggior parte delle patologie. 1.3 Uso. Gli accostamenti di piante ornamentali possono essere fondati sulle forme e sui volumi (similitudini o contrasti) oppure sui colori (armonie o contrasti). Gli accostamenti di tipi di fogliame possono essere tra piante a fogliame caduco, tra piante a fogliame persistente, tra piante dell uno e dell altro tipo. Gli accostamenti del primo tipo presentano interesse stagionale mentre i secondi hanno carattere di continuità; gli ultimi infine assicurano una continua varietà di toni e interessi. E04_Colture ornamentali legnose.indd 274 25/05/18 17:47 c q c fi a d m d im a b c d e f. g h 1 s d v Il d u m p im

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis