SEZIONE E

eni ni r eci e, e e ui e ti un li e no e am Arboricoltura ornamentale E 277 La distanza tra pianta e pianta Tab. 4.2 Specie arboree di medie e piccole dimensioni potrà variare da 5 a 8 m tenenimpiegabili per alberature stradali do però presente che per le Alnus incana Crataegus 3 carrierei specie a grande accrescimen- Crataegus laciniata Paulii Crataegus 3 lavallei Malus spp. ornamentali to (Platanus, Quercus, Tilia, Crataegus oxyacantha Celtis) la distanza dovrà essere Robinia pseudoacacia Umbraculifera Morus alba Prunus cerasifera Nigra di 10-15 m in dipendenza della Prunus cerasifera Quercus ilex grandezza delle chiome in età Prunus cerasifera Pissardii Tilia cordata Erecta adulta. Devono essere piantate Sorbus aucuparia in un aiuola continua, non pavimentata, larga almeno 2,5 m per alberi di grandi dimensioni e 1,5 m per alberi di piccole dimensioni (Tab. 4.2). Se l aiuola non è continua si deve prevedere una superficie minima non pavimentata o coperta da grigliato, di una misura minima compresa tra 1 3 1 m (per alberi di piccole dimensioni) e 2,5 3 2,5 m per alberi a grande sviluppo. Se il terreno non è protetto da grigliati, deve essere frequentemente lavorato per impedire il costipamento e mantenuto coperto da pacciamatura di corteccia o di altri materiali. Impianti di irrigazione e drenaggio sono oggi indispensabili in quasi tutti i tipi di realizzazione a verde, in particolare nelle alberature stradali. Per queste ultime si utilizzano drenaggi in profondità costituiti da dreni in materiale plastico (PVC), flessibili, corrugati e fessurati, che vengono posti in prossimità dell apparato radicale di ogni esemplare. Questa tecnologia può anche servire per eventuali irrigazioni di soccorso e per fertirrigazioni. Per la scelta del sistema di irrigazione da adottare è consigliabile effettuare un impianto di irrigazione a goccia basato su una erogazione lenta, continua e localizzata alla base delle piante. Il numero e la portata degli erogatori sono calcolati in base alle esigenze delle diverse specie vegetali, al clima e al substrato. Successivamente all impianto si procede alla sistemazione di pacciamatura sull aiola o, quanto meno, in prossimità delle piante per ostacolare la crescita delle malerbe. I sistemi di pacciamatura più comunemente impiegati nel verde ornamentale sono costituiti da uno strato di cippato di materiale vegetale alto almeno una ventina di centimetri o da film plastici in PVC a lunga durata. Il primo sistema è da preferirsi in ambienti urbani, in impianti a pronto effetto e ogni volta che si vogliono privilegiare i dettami estetici, mentre il secondo è consigliabile in impianti a carattere estensivo realizzati con giovani piantine. Qualora venga realizzata la pacciamatura con film plastico è indispensabile procedere alla messa in opera di un impianto di irrigazione per la sopravvivenza delle piante. L epoca ottimale per la messa a dimora delle piante ornamentali va dall autunno all inizio della primavera. Se vengono impiegate piante allevate in contenitore o piante arboree con le zolle preparate con particolari tecniche (casse, plant-plast, ecc.), il periodo adatto al trapianto si dilata a tutta la stagione primaverile; eventualmente, è possibile fare l impianto anche durante la stagione estiva purché vengano adottate particolari precauzioni nei primi mesi dopo l impianto (irrigazioni frequenti, irrigazioni di soccorso sopra-chioma, ecc.). In fase di impianto è necessario procedere con un accurata lavorazione del terreno interrando, se necessario, ammendanti e correttivi; successivamente è importante effettuare concimazioni con prodotti a lenta cessione prima di procedere alla messa a dimora delle piante. Le dimensioni delle buche devono essere proporzionate alla grandezza del pane di terra e alla natura del terreno. Per i terreni di buona struttura la buca può essere profonda tanto quanto il pane di terra, il diametro almeno pari al doppio del diametro del pane di terra stesso o del contenitore, in modo da poter effettuare un ottimale posizionamento della pianta. La messa a dimora deve essere fatta tenendo in considerazione l eventuale E04_Colture ornamentali legnose.indd 277 E 25/05/18 17:47

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis