1.6 Gestione

E 278 Produzioni vegetali arbustive e arboree - COLTURE ORNAMENTALI LEGNOSE assestamento del terreno; conviene quindi sistemare la pianta più alta rispetto al piano di campagna, in particolar modo in presenza di terreni argillosi (essa deve essere infatti piantata facendo attenzione che il colletto non sia mai interrato). bene ricordare che se vengono impiegate piante allevate in contenitore, che presentano radici con sviluppo circolare attorno alle pareti del vaso, si deve provvedere alla loro spuntatura prima della messa a dimora. Nelle piante a radice nuda, prima dell impianto vanno asportate le parti danneggiate dell apparato radicale; la potatura della chioma al momento della messa a dimora generalmente non è necessaria, salvo nei casi in cui vi sia una ridotta disponibilità d acqua o la pianta abbia subito forti stress prima dell impianto. L orientamento della pianta al momento della messa a dimora, qualora questa non presenti un equilibrato sviluppo delle ramificazioni, deve essere realizzato in modo tale da favorire un riequilibrio della chioma; va inoltre ricordato che qualora la pianta sia stata innestata, l orientamento va fatto in funzione della protezione del punto d innesto dai raggi diretti del sole. inoltre indispensabile proteggere i tronchi nudi dalle ustioni solari per i primi 2-3 anni dopo l impianto mediante fasce di iuta oppure, come si faceva un tempo, con uso di latte di calce. Per una maggiore stabilità delle piante arboree nei primi anni di impianto è necessario un ancoraggio al suolo con l utilizzo di pali tutori trattati o con tiranti. Tali ancoraggi vanno sistemati in modo tale da non ostacolare la flessione del fusto in seguito a sollecitazioni esterne. Al momento della sistemazione degli ancoraggi occorre fare attenzione a non danneggiare l apparato radicale, evitando lesioni alla corteccia e sistemando le legature in modo tale da non ostacolare l accrescimento diametrico del fusto. 1.6 Gestione. Il rilievo dello stato in cui si trova un qualsiasi tipo di area verde, dalla lettura dello stato di conservazione alla comprensione della natura del degrado delle varie componenti naturali, è premessa necessaria a ogni operazione di valorizzazione, gestione e conservazione, nonché programmazione di interventi (potature, abbattimenti, nuovi impianti). La metodologia si basa sul censimento delle piante, utilizzando come supporto d indagine schede che vengono impostate in base alle differenti esigenze, e in relazione alle caratteristiche dei luoghi, per ottenere una chiara informazione sullo stato di fatto. Ogni individuo arboreo e arbustivo censito e rilevato viene successivamente individuato in planimetria con un numero progressivo. Il rilievo topografico, insieme all inventario della vegetazione, è essenziale per qualunque studio finalizzato al recupero, al restauro e alla valorizzazione di impianti verdi. Le attuali tecniche di rilevamento utilizzano strumentazioni, quali il sistema GPS, che garantiscono precisione e rapidità. Le diverse modalità di impiego del sistema GPS per il rilievo di aree arborate consentono di rilevare un gran numero di punti in tempi brevi e con una precisione sufficiente per quasi tutte le applicazioni topografiche. La restituzione grafica dei rilevamenti topografici in planimetria può avvenire mediante programmi di disegno assistito AutoCad® oppure mediante inserimento su Sistema Geografico Territoriale (GIS). Tramite questa documentazione, sulla base di una chiara identificazione di una situazione precedente e di un progetto di riferimento, si potranno pianificare interventi di conservazione, manutenzione e sostituzione, elaborando progetti di risistemazione di giardini e spazi verdi in generale che, costituiti di elementi vivi, sono soggetti a cicli biologici che terminano inevitabilmente con la morte delle piante. Il computer può diventare l archivio dinamico del censimento e, con programmi opportuni, consentire un attenta gestione dei lavori, ordinari e straordinari, necessari una volta che questi siano stati programmati da esperti. E04_Colture ornamentali legnose.indd 278 25/05/18 17:47 g a b la s il s m a to le ti c d r d 1 p n g z u r ti v r tu l s v m d b v g Il m ti p p o

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis