1.7 Potatura

o ti e pa e a a ea ngi i o, ni n o e io. a e ovi o e o. o o e nà n iò o di si o ti e. ue Arboricoltura ornamentale E 279 La verifica della stabilità meccanica degli alberi si effettua ricorrendo a una metodologia che si articola in due fasi: a. analisi visiva dell albero (VTA - Visual Tree Assessment ); b. analisi strumentali. Il VTA rappresenta il metodo di indagine più efficace e preciso per l identificazione e la valutazione degli alberi a rischio statico. Consente di rilevare la relazione esistente tra sintomi esterni e anomalie interne: durante l indagine visiva si osservano in successione il colletto, il fusto e la chioma in cerca di lesioni, anomalie strutturali, alterazioni, segni di stress o di sofferenza della pianta: se vengono individuati elementi di questo tipo, o comunque ogni qualvolta il VTA fa sorgere un dubbio sull integrità dell albero, si ricorre a un approfondimento d indagine mediante strumenti. Tra gli strumenti più attendibili dal punto di vista tecnico, il dendrodensitometro (resistograph) misura la resistenza che i tessuti legnosi offrono all avanzamento di una sonda; un grafico restituisce centimetro per centimetro la consistenza dei tessuti legnosi della sezione analizzata: ad alti livelli della curva corrisponde una zona ad alta densità, mentre repentini ed estesi abbassamenti del livello della curva indicano scarsa consistenza e quindi presenza di alterazioni o degradazioni. Il rapporto esistente tra estensione della porzione di legno sano ed estensione della porzione di legno degradato indica la misura del rischio connesso alla stabilità dell albero visionato. E 1.7 Potatura. La potatura è una pratica colturale importante, ma non indispensabile, per la vita delle piante legnose. Per quanto riguarda le piante cosiddette ornamentali, normalmente impiegate per il miglioramento ambientale in parchi, alberature stradali e giardini, l allevamento non ha l obiettivo di soddisfare esigenze produttive, ma esigenze ambientali, estetiche, funzionali e igieniche; tuttavia le prime rivestono nelle città un importanza senza dubbio superiore a quella delle finalità ornamentali. Per soddisfare queste esigenze è necessario ottenere in breve tempo e mantenere a lungo (compatibilmente con le caratteristiche delle diverse specie) un armonica ed equilibrata massa vegetale, sfruttando il più possibile le potenziali attitudini delle singole piante. Nel periodo di allevamento, che è la fase della vita delle piante che va dall impianto al raggiungimento dell habitus definitivo, la potatura, unitamente alle altre tecniche colturali (lavorazioni, irrigazioni, fertilizzazioni), deve tendere a far raggiungere alle piante l assetto scheletrico definitivo, o quanto meno, facilitare un loro rapido sviluppo. Nel periodo di maturità delle piante, invece, gli interventi di potatura su gran parte delle specie ornamentali, se allevate in forme naturali, rivestono carattere di straordinarietà e vanno eseguiti solo quando necessario (carenza di spazio, riequilibrio della chioma, eliminazione di parti morte) con la tecnica del taglio di ritorno : in questo modo il punto di intervento viene a trovarsi in corrispondenza della inserzione di un ramo o di un altra branca di ordine inferiore e la complessa funzione ormonale di regolazione dello sviluppo vegetativo che esercitava la cima non viene compromessa, ma assunta da un altra cima, garantendo un regolare e armonico sviluppo durante la successiva stagione vegetativa. Il taglio deve essere eseguito in modo tecnicamente corretto, obliquo, e non deve lasciare monconi. Tali interventi sono necessari a scadenze periodiche, ma a lunghi intervalli: infatti se si osservano alberi mai potati, o non potati da molti anni, si nota all interno di queste piante un gran numero di branche e branchette, ormai rinsecchite, che non esercitano più alcuna funzione e spesso impediscono l emissione, specie negli arbusti, di nuovi getti ostacolando pertanto un rinnovamento naturale di rami giovani, fioriferi o fruttiferi. E04_Colture ornamentali legnose.indd 279 25/05/18 17:47

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis