SEZIONE E

ti o e eè . Forma con fusto verticale su cui sono inserite corte branche primarie e rami produttivi. Le distanze ravvicinate sulla fila creano una parete continua gestibile in buona parte da terra, il resto delle operazioni è agevolato da carri a piattaforme laterali. Varianti: U (pero e melo), candelabro (pesco), varietà geneticamente adatte (melo). Superspindel Forma fortemente (melo, pero) nanizzata con fusto verticale, su cui sono distribuite in modo irregolare lamburde, zampe di gallo, brindilli e corte branche primarie. Le distanze, ravvicinate sulla fila, creano una parete bassa continua, tutta gestibile da terra. Varianti: superspindel a V con piante inclinate, superspindel a Y con due branche, superspindel innestato sul posto. Forma elastica, precoce e produttiva ad alta densità (2.500-4.000 piante per ha). Necessita di potatura verde per il controllo della produzione e degli eccessi di vigore. Produzioni costanti ed elevate in impianti comunque non longevi (12-15 anni) e poco autonomi. Forma elastica, molto precoce e produttiva con densità altissima: 4.000-8.000 piante/ha. Produzioni elevate in impianti non longevi (10-12 anni). Estrema nanizzazione. Necessita di controllo assiduo, essendo le piante poco autonome (radici fascicolate superficiali). Branchette primarie in eccesso sono lasciate fino al 3° anno. Poi si procede al controllo della rotazione fra branche produttive ed esaurite. Taglio di ritorno sulla cima una volta raggiunte le dimensioni finali. Se la cima è troppo forte si asporta in estate. Rrami e branche primarie precocizzano la produzione. La V accentua la precocità, la Y controlla meglio eccessi di vigore. Dal secondo anno si diradano i frutti. Taglio di ritorno sulla cima alla distanza voluta. La cima troppo debole si raccorcia in inverno. Astone con rami anticipati. L astone è legato a un tutore e spuntato, gli anticipati sono diradati, asportati se troppo vigorosi, i deboli sono spuntati. Con la potatura verde si sceglie il prolungamento della cima e si scacchiano succhioni e germogli vigorosi mal posizionati e vicini all apice. Astone con rami anticipati corti e differenziati. L astone è legato a un tutore e lasciato a tutta cima, gli anticipati sono diradati solo se troppo numerosi. Con la potatura verde si asportano succhioni e germogli mal posizionati. I germogli apicali troppo vigorosi sono cimati o infranti in verde. Si lasciano alcuni frutti. Tronco: 0,5 m, fusto 2,2-2,5 m, unico elemento scheletrico. Branche: non permanenti irregolarmente a spirale, mai di calibro superiore a 1/3 di quello dell asse principale nel punto d inserzione. Senza gradiente lungo il fusto. Sottobranche: ridotte a sfruttamento, zampe di gallo e lamburde fruttifere di più anni sul fusto. Commenti Tronco: 0,5 m, fusto 3,0-3,5 m, unico elemento scheletrico. Branche: di calibro non superiore a 1/3 dell asse principale nel punto d inserzione con gradiente leggermente decrescente verso l apice. Sottobranche: di sfruttamento, zampe di gallo e lamburde fruttifere sul fusto e sulle primarie. Operazioni al secondo-terzo anno e successivi ea Asse colonnare (melo, pero, ciliegio, pesco) e n me o Materiale di vivaio e operazioni al primo anno a Scheletro onmi Forma li a, a o a e e e e ti Forma di allevamento Forme adatte per impianti ad alta densità gti e e e a Tab. 1.3 n n a a Potatura degli alberi da frutto E01_4_Potatura_alberi_frutto.indd 29 E 29 E 25/05/18 17:20

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis