2.7.1 Epoca d’intervento

Potatura degli alberi da frutto E 33 La potatura di produzione consiste in diverse operazioni: asportazione di rami malati, invecchiati ed esauriti; diradamento di rami misti e a legno che dovranno fruttificare fra uno e due anni, rispettivamente; taglio di ritorno di branche e cima per mantenere la forma, con raccorciamento di alcuni rami per richiamare la vegetazione; e infine diradamento dei frutti. In genere richiede molta manodopera (Tab. 1.6). Si perseguono obiettivi generali, come regolare il carico dei rami a frutto rapportandolo al potenziale produttivo dell albero; conservare la forma, limitando l ombreggiamento, ordinando gerarchicamente le branche, asportando parti malate o secche; mantenere l equilibrio tra chioma e radice, in contrapposizione al naturale invecchiamento. Si osservano alcune precauzioni per distanziare rami e branche, mantenendo i rivestimenti, per ridurre le competizioni fra organi vegetativi e riproduttivi, per creare un buon rapporto fra gemme a legno e a frutto, per ottenere 20-40 foglie per frutto, consentendo una favorevole ripartizione fra rinnovo, organi di riserva, frutti e radici. La potatura di produzione può essere ridotta solo con un ottimo controllo della nutrizione e dell irrigazione, senza rischio di diminuire la qualità dei frutti. Nella potatura moderna si registra una maggiore velocità delle operazioni, più grossolane con l uso di forbici pneumatiche e idrauliche, e limitate al diradamento delle branche e all eliminazione delle strutture esaurite. La potatura risulta perciò semplificata, con pochi tagli grossi, volti a migliorare l efficienza produttiva e a ridurre le competizioni. La potatura degli impianti ad alta densità di melo delega il controllo della qualità al diradamento dei frutti o, nei casi più fortunati, alla capacità di autoregolazione degli alberi di varietà stabilmente produttive. Solo le lamburde più interne alla chioma, e perciò in ombra, sono asportate (estinzione), mentre le altre devono essere predisposte alla fruttificazione con applicazioni fogliari che affiancano la fertirrigazione. E 2.7.1 Epoca d intervento. In modo prioritario si sceglie l epoca in base alla disponibilità della manodopera e all organizzazione dei lavori aziendali (praticabilità dei suoli, ecc.), ricordando che d inverno, con basse temperature, le maestranze potano con maggiore difficoltà. Esistono anche motivi di ordine biologico perché alcune specie e varietà in inverno subiscono danni, mentre se potate vicino alla fioritura, quando le gemme a frutto sono ben visibili, l allegagione è favorita (pero). Alcune specie devono essere potate in estate, dopo la raccolta, per facilitare la cicatrizzazione (ciliegio). Altre sono potate dopo l inverno perché possono subire danni da freddo e la potatura primaverile può essere regolata di conseguenza (olivo). In allevamento, accanto alle operazioni invernali (dalla caduta delle foglie alla fioritura), se ne eseguono altre in verde per ridurre l eccesso di vegetazione con interventi primaverili o estivi, eliminando succhioni e germogli in eccesso per migliorare l illuminazione e l utilizzo dei carboidrati. Su piante mature, invece, o in pieno equilibrio, la potatura verde si effettua solo in casi particolari (per ridurre il vigore), in quanto potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita del frutto e sui processi di differenziazione delle gemme. Nei sistemi ad alta densità si esegue la potatura verde dopo la raccolta, anticipando quella invernale, per guadagnare tempo o per far lavorare le maestranze fisse. E01_4_Potatura_alberi_frutto.indd 33 25/05/18 17:20

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis