SEZIONE E

E01_4_Potatura_alberi_frutto.indd 34 5-10 5-10 20-30 Potatura invernale 30-90 10-50 40-70 20-40 20-80 20-40 40-50 20-40 200-300 40-50 50-60 10-20 40-60 70-100 50-80 30-50 30-80 10-30 20-30 50-80 100-200 15-20 10-20 5-10 30-50 30-50 30-50 10-20 15-40 10-30 0-10 10-30 10-20 20-30 15-20 5-10 2° anno Potatura verde Potatura invernale Potatura invernale 150-300 150-280 300-450 80-110 60-90 50-110 150-250 120-180 300-400 100-120 80-120 110-210 10-20 10-30 10-40 45-60 10-20 10-30 60-80 40-60 50-80 20-30 10-20 20-40 In produzione Potatura verde Al 2° inizio produzione, 3-4° taglio asse centrale e sgolature, 4-5° tagli di ritorno Al 2° inizio e al 3° piena produzione. Dal 2° al 4° uso potatura verde. Al 2° inizio e al 3-4° piena produzione. Al 2° inizio e al 4° piena produzione In produzione al 3-6° anno In produzione al 3-5° anno Al 2° inizio e al 4° piena produzione In produzione al 5-7° anno In produzione al 4-6° anno In produzione al 3-6° anno Entrata in produzione * Nelle varianti libere, lo scheletro tende a essere anticipato e l entrata e la piena produzione più precoci (di un anno, indicativamente); la potatura verde aumenta rispetto all invernale, prendendo il sopravvento; nel complesso le ore per ettaro si riducono significativamente, fino ad un terzo in meno. Nel pesco è escluso il diradamento, pratica di potatura eseguita a parte con incidenza a volte molto alta (pari a metà della potatura). Vasetto ritardato pesco Transizione di forma Superspindel melo Asse colonnare melo Ad altissima densità 30-60 20-40 30-50 Palmetta regolare pero pesco Ipsilon pesco 10-25 15-25 20-50 20-40 20-30 40-70 Fusetto pero melo pesco A media densità Piramide pero Vaso melo pesco A bassa densità Potatura verde 1° anno Tempi indicativi della potatura nelle diverse forme di allevamento (ore per ettaro) Forma di allevamento* Tab. 1.6 E 34 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE 25/05/18 17:20 e p s in m le t c I s t p p g s r a v m t p in s fa c r a c 2 d e in s d a b

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis