2.7.3 Potatura radicale

E 36 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE c. tagliando solo la parte distale della chioma (topping) in estate e la parte laterale (hedging) in inverno, per ridurre le eventuali fughe apicali; d. integrando la potatura meccanica con quella manuale in inverno; e. intervenendo con una diversa profondità di taglio in un ciclo poliennale (3-4 anni). La strumentazione è costituita da barre falcianti o da dischi rotanti portati dalle comuni trattrici da frutteto, governate con sistemi oleodinamici che permettono di inclinare e approfondire il fronte di taglio. Le barre falcianti sono adatte per interventi in verde sui germogli oppure per potature invernali leggere, limitate ai rami e alle branche di calibro inferiore a 2-3 cm e a specie con legno tenero. I dischi rotanti presentano maggiori problemi di sicurezza e costi di gestione, ma consentono interventi su branche grosse anche in profondità, con buoni risultati in potatura invernale su pero e melo. La potatura meccanica richiede poche ore per ettaro per anno (5-10 ogni intervento). Con integrazione della potatura manuale si arriva a 100-150 ore per ettaro, la metà circa di quelle che si avrebbero con la sola potatura manuale (200-250 ore per ettaro nel caso del pero allevato a controspalliera). 2.7.3 Potatura radicale. La potatura radicale è una pratica comune in vivaio per preparare le piante all estirpazione. L operazione è programmata nella stagione precedente il trapianto e consiste nel taglio del fittone, qualora questo sia presente in piante da seme, e delle grosse radici esploratrici. L operazione è meccanizzata con lame opportunamente sagomate e macchine scavallatrici. Al trapianto la potatura radicale monda le radici da eventuali porzioni danneggiate o necrotiche. Su piante adulte, in frutteti regolarmente in produzione, diventa un operazione straordinaria con un elevata imprevedibilità. Si pratica su pesco, melo e pero in impianti intensivi quando il vigore non consente di mantenere le piante in equilibrio negli spazi assegnati. Può essere utile al fine di contenere la crescita complessiva della pianta anche l operazione combinata di potatura aerea e radicale (potatura correlativa). L impatto sulla crescita è maggiore in tarda primavera e in estate in quanto si crea un temporaneo stress per lo sbilanciamento del rifornimento di acqua e nutrienti. La stessa operazione, in inverno, consente una compensazione attraverso una maggiore crescita radicale e quindi una ripercussione minore sulla vegetazione. L intervento per contenere la crescita aerea è necessariamente intenso perché l apparato radicale è in genere sopradimensionato di almeno un terzo rispetto alle necessità idriche. Per avere risultati immediati occorre asportare consistenti quantità di radici, fino al 50% del totale. Al contrario, interventi leggeri possono essere di stimolo alla ripresa dell attività radicale e di conseguenza alla ripresa dell attività aerea. Si esegue con lame o coltri trainati, a una profondità di 30-40 cm, in direzione parallela al filare e a una distanza di 80-100 cm dal tronco. L intensità ottimale è difficilmente prevedibile, anche perché l intervento è indiscriminato. Terreni ben strutturati e temperature ottimali (attorno a 20 °C) favoriscono la cicatrizzazione, altrimenti difficile, ritardata e quindi pericolosa per il possibile insediamento di patogeni. E01_4_Potatura_alberi_frutto.indd 36 25/05/18 17:20

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis