3.1.3 Scelta del materiale vivaistico

E 38 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE sono rari i casi di fallimento del frutteto, a seguito dell impianto di cultivar nuove spinte da pressanti attività promozionali del costitutore e/o vivaista, di cui non si conoscevano le reali esigenze pedoclimatiche e che soprattutto non erano state valutate in loco. Oltre a facilitare il superamento di certi stress biotici e abiotici, l idonea scelta del portinnesto e il giusto abbinamento nesto/portinnesto contribuiscono anche a regolare la crescita della pianta, l entrata in produzione, la produttività, la qualità del prodotto, l epoca di fioritura e di raccolta, l esigenza in freddo della cultivar e l efficienza d uso delle risorse idriche e nutrizionali. 3.1.3 Scelta del materiale vivaistico. La qualità del materiale vegetale è presupposto essenziale per un ottima riuscita del frutteto. Non bisogna cercare di risparmiare acquistando materiale scadente e non certificato dal punto di vista genetico e sanitario. necessario programmare con un certo anticipo la progettazione del frutteto e concordare con il vivaista, prima che sia effettuato in vivaio l innesto delle piante, la giusta combinazione portinnesto/cultivar (circa 4 mesi prima se le piante sono a gemma dormiente, 16 mesi prima se si tratta di astoni). Nel caso di piante a gemma dormiente, utilizzate in modo particolare per il pesco, va verificata la qualità e l attecchimento delle gemme, il cui numero ottimale è 2 per pianta. da evitare l acquisto di piante a gemma dormiente per l albicocco, in quanto spesso si verifica che le gemme, pur essendo attecchite, non schiudono la primavera successiva, determinando così una elevata percentuale di fallanze e uno sviluppo irregolare del frutteto. L astone deve essere ben fornito di rami laterali, ben sviluppati e lignificati e uniformemente distribuiti lungo l asse centrale. Per produrre astoni di elevata qualità è necessario intervenire con cimature-potature durante l accrescimento in vivaio e dare a ogni pianta uno spazio adeguato. Questo tipo di materiale viene esplicitamente richiesto da parte dei frutticoltori per la realizzazione di forme di allevamento caratterizzate da un anticipo dell entrata in produzione delle piante. Gli astoni devono avere ben sviluppata sia la parte aerea ([ dell asse centrale di 8-12 mm, altezza di 1,5-2,0 m) sia l apparato radicale: la quantità delle sostanze di riserva accumulate durante la permanenza delle piante in vivaio, nei vari organi (radici grosse, asse centrale e rami laterali) contribuisce infatti in maniera determinante a un ottimale primo sviluppo della pianta, una volta messa a dimora. Talvolta, in particolar modo nel caso di olivo e actinidia, l imprenditore deve scegliere se utilizzare piante autoradicate oppure innestate. La scelta andrà ponderata in funzione sia di un effettivo contributo del portinnesto al miglioramento del frutteto sia del rischio di abbassamenti termici primaverili o autunnali che potrebbero danneggiare il tronco delle piante. Qualora tale rischio risulti elevato, è preferibile utilizzare piante autoradicate, in quanto in caso di ricostruzione di una pianta danneggiata dal gelo si eviterebbe l esecuzione dell innesto. In caso di realizzazione di frutteti con specie sempreverdi è bene controllare attentamente lo sviluppo e la conformazione dell apparato radicale, dato che i contenitori in cui vengono allevate le piante possono impedire una crescita equilibrata tra parte aerea e radicale. 3.1.4 Sistemazione del terreno. La sistemazione del terreno deve avere come obiettivo principale il corretto deflusso delle acque meteoriche attraverso un efficiente sistema di fossi e scoline, integrato o sostituito da reti di drenaggio sotterraneo in presenza di falda freatica superficiale. Nei terreni pesanti con problemi di drenaggio, una soluzione economica ed efficiente per il contenimento dei danni da ristagno idrico può essere rappresentata dalla sistemazione a prode elevate di 20-30 cm lungo i filari. E01_5_Gestione_del_frut.indd 38 25/05/18 17:22 ( d lo L fo c le s L d li c m 3 r s p a in a m m fr in c c d d p d d

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis