SEZIONE E

E 42 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE La soppressione dovrebbe essere realizzata quando le graminacee sono nella fase di spigatura e le leguminose iniziano a fiorire; ritardi porterebbero a un dannoso incremento dei consumi idrici, con aumento dei fenomeni competitivi pianta arborea/pianta erbacea. Soppressioni non tempestive possono determinare ridotte disponibilità nutrizionali anche in presenza di copertura di leguminose. Infatti, il materiale vegetale, incorporato nel terreno o lasciato in superficie, va incontro a processi di degradazione e solo dopo circa un mese dall interramento può determinare rilasci di azoto minerale sufficienti a soddisfare le esigenze del frutteto nel periodo fioritura-allegagione. Una corretta gestione della copertura con leguminose può rendere il frutteto indipendente, o quasi, dagli apporti di fertilizzanti azotati, il cui utilizzo risulta invece indispensabile nella fase immediatamente successiva alla soppressione delle graminacee, quando possono verificarsi fenomeni di immobilizzazione dei nutrienti connessi alla degradazione di materiale organico con elevato rapporto C/N. La soppressione in genere si effettua con il taglio per le essenze che non presentano ricaccio e con il diserbo per quelle capaci di ricacciare. Quest ultima modalità è di difficile applicabilità, viste le indicazioni fornite dai vari disciplinari di produzione integrata. Risultati positivi potrebbero essere conseguiti utilizzando specie annuali autoriseminanti, quali il Trifolium subterraneum, con apparato radicale relativamente superficiale; esso, prima del periodo siccitoso, si autorisemina e muore per ricostituire il cotico con le prime piogge autunnali. Questa specie ha buone capacità competitive nei confronti delle infestanti, assicura una corretta copertura del suolo e infine, essendo una specie sciafila, è utilizzabile anche nei frutteti di specie sempreverdi in piena produzione. Risultati interessanti potrebbero ottenersi anche con l utilizzo, soprattutto in ambiente meridionale, del gruppo delle Medicago spp. Il miscuglio graminacea-leguminosa offre il vantaggio di accumulare una notevole quantità di azoto nella biomassa aerea e radicale, ma l elevata produttività può determinare pericolosi incrementi dei consumi idrici. I residui dei miscugli mineralizzano con una velocità intermedia rispetto alle essenze prese singolarmente. La minore entità della mineralizzazione della combinazione graminacea-leguminosa rispetto a quella della sola leguminosa sarebbe attribuibile non solo al rapporto C/N, ma anche a una maggiore complessità del substrato per la biomassa microbica del suolo. I processi di maturazione delle leguminose sono associati a una progressiva riduzione della qualità: è quindi possibile adottare una strategia fondata sui tagli ritardati di queste piante per ottenere un materiale più maturo (. C/N) e, spesso, anche più abbondante. Questa strategia risulta difficilmente perseguibile in ambienti non irrigui dove gli accresciuti consumi idrici associati a questa tecnica diventerebbero insostenibili. In ambiente irriguo, invece, la competizione nutrizionale delle essenze erbacee con la pianta arborea richiederebbe una distribuzione aggiuntiva di fertilizzanti minerali e di acqua. L inerbimento temporaneo può realizzarsi anche effettuando una gestione orientata delle specie erbacee spontanee presenti nel frutteto. In particolare, la tecnica è applicabile per la costituzione di coperture di graminacee annuali molto rappresentate (Lolium rigidum, Hordeum murinum, Bromus spp., Vulpia spp., Aegilops spp., ecc.), grazie all utilizzo appropriato delle concimazioni e degli sfalci o di prodotti diserbanti dicotiledonicidi. Queste graminacee presentano numerose caratteristiche positive quali: crescita iniziale molto rapida, ciclo di sviluppo che si conclude prima dell inizio della primavera, abbondante produzione di semi che assicurano il perpetuarsi delle specie nell anno successivo e, in generale, consumi idrici inferiori a quelli delle leguminose. E01_5_Gestione_del_frut.indd 42 25/05/18 17:22 In ( s q è r a m fe d g In d b im p d tr r s a d v r ta fo 0 a a c d a s e v p u a p 3 z s fi

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis