3.4.1 Basi fisiologiche

i- ni a- a oe E01_5_Gestione_del_frut.indd 47 Irriguo a Non-irriguo Vaso rit. E 47 Y trasv. 1,80 LAI 1,40 1,00 0,60 0,20 5 1 2 1 2 3 4 5 7 3 4 Anni dall impianto 5 7 E 4 b 3 LAI 3.4.1 Basi fisiologiche. Dato che le foglie rappresentano la parte della pianta attraverso cui passa la quasi totalità dell acqua assorbita dal suolo, le notevoli variazioni dell indice di area fogliare (LAI, Leaf Area Index) nei primi anni dall impianto e nel corso del ciclo annuale incidono in maniera rilevante sui consumi idrici. Nei primi anni il LAI varia in relazione alla forma di allevamento, alla densità di piantagione, alla vigoria della cultivar e del portinnesto, alla fertilità del suolo e alla tecnica colturale (Fig. 1.2). Mediamente, il raggiungimento della copertura totale del suolo avviene dopo 4-6 anni dall impianto. ovvio, quindi, che durante tale periodo sono notevoli le perdite di acqua per evaporazione dal suolo, in particolare nei casi in cui si adottano metodi irrigui che bagnano tutta la superficie del suolo. Nei frutteti che hanno completato la loro struttura, le variazioni dell area fogliare durante il ciclo annuale sono notevoli nelle specie caducifoglie mentre sono contenute nelle specie sempreverdi (Fig. 1.3). La conoscenza del volume di suolo esplorato dalle radici e delle sue caratteristiche idrologiche permette di calcolare la capacità di ritenzione idrica di tale volume e la quantità di acqua facilmente utilizzabile dalla pianta. La velocità con la quale le radici esplorano il volume di suolo a disposizione di ogni pianta è molto diversa e dipende 2 1 0 FIG. 1.2 Evoluzione del LAI nei primi anni dall impianto: (a) in piante di olivo irrigate e non irrigate (6 3 3 m); (b) in piante di pesco allevato a Y trasversale (1.111 p/ha) e a vaso ritardato (416 p/ha). 6 Y trasversale 4 LAI o e el e si o, sne foe GESTIONE DEL FRUTTETO 2 Vaso 0 50 100 150 200 Giorno dell anno 250 300 FIG. 1.3 Andamento del LAI in piante di albicocco allevate a Y trasversale (1.111 p/ha) e a vaso (400 p/ha). 28/10/19 12:41

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis