3.4.5 Volumi e turni di adacquamento

E 52 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE freddo. Interventi irrigui durante il periodo invernale si possono rendere necessari soltanto in caso di siccità prolungata o per immagazzinare una certa quantità di acqua in zone contraddistinte da scarsa piovosità e da disponibilità idriche limitate nel periodo primaverile-estivo. 3.4.5 Volumi e turni di adacquamento. Per definire i turni e i volumi di adacquamento è necessario conoscere le necessità idriche delle piante, il volume di terreno esplorato dalle radici, le caratteristiche idrologiche del terreno e il tipo di impianto irriguo. La domanda evapotraspirativa dell ambiente e il contenuto idrico del suolo controllano sia la traspirazione sia l evaporazione dal suolo. I turni di adacquamento saranno più frequenti durante i periodi caratterizzati da elevata domanda evapotraspirativa, da scarsa piovosità e nei terreni a bassa ritenzione idrica. In tali situazioni, i turni da adottare con l irrigazione localizzata nel periodo di massimo consumo idrico (giugno-agosto) dovranno essere frequenti, considerando che l acqua immagazzinabile nel volume di suolo interessato dall irrigazione è sufficiente per soddisfare le esigenze della pianta per 2-3 giorni. Il distanziamento dei turni implica un aumento dei volumi di adacquamento che potrebbe creare, nei terreni pesanti, condizioni asfittiche in corrispondenza degli erogatori e indurre, nei terreni leggeri e/o superficiali, perdite di acqua negli strati profondi. All inizio della stagione irrigua e durante l autunno i turni possono essere più distanziati (7-10 giorni) in quanto i consumi idrici sono più bassi. 3.4.6 Irrigazione in condizioni di scarsa disponibilità idrica. L applicazione del deficit idrico consiste nell erogare una quantità di acqua inferiore a quella di cui la coltura necessita per il suo ottimale sviluppo. Per poter applicare lo stress idrico controllato con buoni risultati, sia in termini di risparmio della risorsa idrica sia in termini produttivi, è indispensabile conoscere gli effetti della carenza idrica sulla coltura e individuare le fasi fenologiche meno sensibili (Tab. 1.14). L applicazione del deficit idrico controllato è facilmente praticabile in suoli con bassa capacità di immagazzinamento idrico e con impianti di irrigazione localizzati, caratteristiche che permettono il controllo dell umidità nel suolo e il raggiungimento dei livelli di stress desiderati. Per tutte le cultivar a maturazione precoce (entro giugno), lo stress idrico controllato è applicabile con minore difficoltà nella fase di post-raccolta. La conseguente riduzione dei volumi irrigui non ha effetti negativi sulla quantità e qualità della produzione dell anno successivo e il controllo dell attività vegetativa consente di ridurre gli ombreggiamenti e gli interventi di potatura verde, in particolar modo per alcune forme di allevamento e in tutte quelle situazioni in cui è difficile il controllo della vigoria delle piante. TAB. 1.14 Fasi sensibili alla carenza idrica in alcune specie arboree Specie Fase del ciclo Albicocco, ciliegio, susino e pesco a maturazione Dalla fioritura fino alla raccolta precoce Pesco e susino a maturazione tardiva 1a e 3a fase di crescita del frutto Agrumi Fioritura, allegagione Germogliamento, fioritura, 3a fase di crescita (in Olivo particolare per olivo da tavola) Fioritura, allegagione e fase di rapida crescita del Pomacee frutto Actinidia Tutto il ciclo annuale E01_5_Gestione_del_frut.indd 52 25/05/18 17:22 3 c b p C c le In d p z m im d a li ( ( a d v g L il

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis