3.4.7 Fertirrigazione

ln o ao o o a a. o me ei e e ni ia o ie a idi o e e ga- n l Gestione del frutteto E 53 3.4.7 Fertirrigazione. Al momento della progettazione del metodo irriguo, in particolare per quelli a distribuzione localizzata e nelle zone con elevato deficit idrico ambientale, è necessario predisporre l impianto anche per la distribuzione dei concimi per i seguenti motivi: l apparato radicale delle giovani piante nei primi 2-3 anni dall impianto interessa un volume di suolo molto limitato ed è quindi conveniente distribuire il concime con l acqua per contenere le perdite, in particolare quelle azotate, aumentando così l efficienza; la pianta ha bisogno di assorbire elementi minerali dal suolo durante l anno ed è quindi necessario distribuirli frequentemente per tutto il ciclo vegetativo, evitando i problemi di antagonismo fra i vari elementi; durante il ciclo annuale, per effetto della mineralizzazione della sostanza organica, si rende disponibile azoto in forma nitrica e ammoniacale; mediante la tecnica della fertirrigazione si possono meglio gestire gli apporti minerali tenendo in considerazione, oltre all azoto derivante dalla sostanza organica, anche quello contenuto nell acqua d irrigazione e quello proveniente dalle piogge; il concime distribuito con l acqua viene portato immediatamente a contatto con le radici, mentre con la distribuzione tradizionale si verifica che nelle zone non interessate dall irrigazione e in assenza di piogge i fertilizzanti rimangono in superficie, dove subiscono trasformazioni che li rendono meno disponibili (retrogradazione del fosforo, fissazione del potassio) o definitivamente persi (volatilizzazione dell azoto); la fertirrigazione consente una riduzione dei costi sia per l acquisto sia per la distribuzione dei concimi, grazie alla riduzione dei quantitativi di elementi minerali apportati e alla possibilità di automazione dell impianto. Concimi da utilizzare. La scelta del concime da impiegare va effettuata considerando il costo per unità fertilizzante, la sua solubilità e compatibilità con altri elementi minerali, le necessità nutrizionali della pianta, la qualità dell acqua e il pH del suolo (Tab. 1.15). In un concime idrosolubile è importante anche l assenza di cloro, la purezza, la velocità di solubilizzazione e la solubilità in relazione alla temperatura dell acqua. Per quanto riguarda i concimi azotati, l urea è il più utilizzato per la fertirrigazione per i seguenti motivi: elevata concentrazione di azoto, minor costo per unità fertilizzante, limitate perdite per dilavamento, elevata solubilità; il suo impiego, però, determina un aumento del pH della soluzione. All inizio del ciclo annuale è conveniente impiegare formulati a base di azoto nitrico o ammoniacale, in quanto le temperature dell ambiente non sono favorevoli alla trasformazione dell azoto organico in azoto ammoniacale e nitrico. Il pericolo di precipitazione di fosfati insolubili è molto elevato quando vengono utilizzati il fosfato-monoammonico (PMA) o il fosfato-diammonico TAB. 1.15 Solubilità approssimativa di alcuni concimi (PDA) con acque d irrigazione (grammi di prodotto per 100 grammi a elevato contenuto di calcio o di acqua) a diverse temperature di magnesio, perché possono Temperatura (°C) KNO3 KCl K2SO4 NH4NO3 Urea verificarsi occlusioni degli ero10 21 31 9 158 84 gatori e problemi alle valvole. 20 31 34 11 195 105 L acido fosforico, oltre a fornire 39 46 37 13 242 133 il fosforo necessario alla coltura, E01_5_Gestione_del_frut.indd 53 E 25/05/18 17:22

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis