SEZIONE E

E 54 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE abbassa il pH della soluzione e pulisce le tubazioni. Data la sua elevata azione corrosiva, si impone l uso di materiali adeguatamente resistenti. I concimi PMA e PDA non sono così solubili come l acido fosforico, ma hanno il vantaggio di fornire anche azoto ammoniacale. Il nitrato di potassio è più consigliato per la sua solubilità e per il contenuto in azoto. Il solfato di potassio è meno impiegato nel settore della fertirrigazione in quanto la sua solubilità è più bassa. Il cloruro di potassio è quello che fornisce potassio a prezzo più basso, ma la presenza del cloro può creare problemi, in particolare alle specie sensibili. I concimi liquidi sono quelli che creano meno disagi, ma il loro costo elevato, dovuto prevalentemente ai maggiori costi di trasporto, ne limita l impiego. Formulati solubili per il calcio, magnesio e zolfo sono molto costosi e non sempre compatibili con altri elementi minerali: infatti possono determinare precipitazioni e quindi problemi di occlusione nei vari componenti dell impianto. Pertanto, la distribuzione di questi elementi attraverso la fertirrigazione non è consigliata. Concimi sotto forma di chelati e solfati dei vari microelementi vengono utilizzati nel settore della fertirrigazione per correggere eventuali carenze. Essi devono essere preventivamente sciolti e aggiunti in soluzione nel serbatoio del fertirrigatore. I microelementi che possono essere iniettati nel sistema irriguo sono: rame, ferro, zinco, manganese, boro e molibdeno. TAB. 1.16 Piano di fertirrigazione settimanale Nella Tabella 1.16 si riporta a titolo per albicocco in piena produzione di esempio un piano di fertirrigazione (23 t/ha) per un frutteto in piena produzione. Settimane dalla K2O N P2O5 ripresa vegetativa Sistemi e impianti di fertirrigazione. 1-3 2,0 0,0 0,0 La scelta dell impianto di fertirrigazio4 2,0 0,0 1,0 ne deve essere tale da consentire di regolare e programmare la quantità del 5-6 4,0 0,5 2,0 concime, la proporzione dei vari con7-10 5,0 1,0 2,0 cimi, l inizio e la fine degli interventi. 11-13 6,0 1,0 3,0 In genere vengono utilizzate due 14-15 4,0 0,5 4,0 modalità: nella distribuzione propor16-17 (raccolta) 3,0 0,5 4,0 zionale il ritmo di immissione del 18-28 2,0 0,0 2,0 concime è proporzionale alla portata Totale 90,0 10,0 60,0 di acqua (per esempio, 1 litro di soluzione per m3 di acqua); nella distriI quantitativi, espessi in kg/ha, sono stati calcolati conbuzione quantitativa una quantità di siderando il legno della potatura trinciato e interrato in azienda e un efficienza di distribuzione di N dell 80%. soluzione nutritiva viene distribuita globalmente per ogni intervento irriguo e per ogni settore. Il concime può essere distribuito a ritmo costante dall inizio alla fine dell intervento irriguo oppure la sua distribuzione può avvenire dopo qualche minuto dall inizio del funzionamento del sistema e terminare prima della completa erogazione del volume di acqua prestabilito, dando così la possibilità al sistema di auto-pulirsi da eventuali residui di concime. La distribuzione del concime nel volume di suolo interessato dall irrigazione è molto diversa, in particolar modo nel caso dell azoto, per concentrazione e diffusione, sia in profondità che lateralmente. Tali variazioni di concentrazione e diffusione sono determinate dal momento di immissione del concime nell impianto di irrigazione, dal quantitativo applicato e dal tipo di suolo. E01_5_Gestione_del_frut.indd 54 25/05/18 17:22 a b c p d r d tu r g s t G il d d p a n t ( b p p a t s li d v d c m o s

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis