3.6.1 Radicazione

o i, e à ti eae oti ni uia o ti indi odi a i, oi. ae di si di r ea i, aa o, i, Gestione del frutteto E 59 I fitoregolatori esogeni sono formulati che appartengono alle classi di ormoni sopra ricordate e più precisamente quelli in uso sono: auxine e gibberelline per favorire l allegagione dei frutti; auxine, citochinine ed etilene per indurre il diradamento dei fiori o dei frutticini; auxine, gibberelline e brachizzanti per favorire o deprimere la differenziazione a fiore; brachizzanti, auxine ed etilene per esercitare un azione di controllo dello sviluppo dei germogli; auxine ed etilene per contrastare o favorire la cascola dei frutti in pre-raccolta. Ne consegue che i principali processi che possono essere influenzati con l uso dei fitoregolatori sono la radicazione, la differenziazione a fiore delle gemme, lo sviluppo vegetativo, l allegagione, il diradamento, il controllo della maturazione e il miglioramento delle caratteristiche qualitative dei frutti. Alcuni formulati di recente introduzione hanno anche la proprietà di aumentare la resistenza rispetto a determinate malattie fungine e batteriche. Si riportano alcuni esempi di impiego dei regolatori di crescita per alcuni di tali processi, evidenziando anche quali effetti collaterali possono insorgere. E 3.6.1 Radicazione. L impiego di sostanze ad azione rizogena è una pratica comune nelle tecniche di propagazione delle talee di piante arboree, ornamentali e floricole. Il trattamento della parte basale delle talee con queste sostanze è una integrazione delle tecniche fisiche, quali la nebulizzazione o il riscaldamento basale. Le sostanze impiegate sono fondamentalmente a base di auxine: i principi attivi sono infatti l acido-a-naftaleneacetico (NAA), sicuramente il più impiegato nei formulati commerciali, l acido indolacetico (IAA), meno usato in quanto fotolabile e fotosensibile, e l acido indolbutirrico (IBA), quest ultimo peraltro non più presente nei formulati in commercio nel nostro Paese. L efficacia di questi formulati è legata alla specie, all epoca di applicazione, alla concentrazione del principio attivo e alle modalità di applicazione. Essi possono essere somministrati in forma polverulenta oppure in soluzione liquida, generalmente idroalcolica. Nel primo caso il vettore (talco o caolino) contiene circa l 1% di principio attivo: la base delle talee viene messa a contatto con il vettore contenente auxina che si deposita per circa 1-2 cm; quindi la talea viene messa a radicare in un apposito substrato contenuto nel bancale di radicazione. Quando i prodotti rizogeni vengono somministrati in soluzione idroalcoliche, la concentrazione del principio attivo varia in relazione alle modalità di applicazione: se l immersione della base delle talee nella soluzione è rapida (pochi secondi), la concentrazione può variare dalle 1.000 alle 4.000 ppm; al contrario, se la concentrazione raggiunge solo le 50-150 ppm, l immersione della base delle talee nella soluzione può durare anche alcune ore. 3.6.2 Controllo dello sviluppo vegetativo e della differenziazione a fiore delle gemme. Il controllo dello sviluppo vegetativo dei germogli può essere effettuato attraverso la somministrazione di bioregolatori brachizzanti o ritardanti di crescita. Dopo il ritiro dal mercato del CCC (cloruro di clorocolina) e dell Alar (SADH 5 dimetilidrazide dell acido succinico), che trovavano un largo impiego su pero e su melo, l unico brachizzante autorizzato nel nostro Paese sulle pomacee è il (Regalis) prohexadionecalcio. E01_5_Gestione_del_frut.indd 59 25/05/18 17:22

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis