3.6.4 Controllo della maturazione dei frutti e

aei e e g- e ra tr o o a e e o e re i3 e mm. e e e- di a pi è e ei e li ae è Gestione del frutteto E 61 3.6.4 Controllo della maturazione dei frutti e miglioramento delle caratteristiche qualitative. Le applicazioni più frequenti riguardano l uso di GA417, per ovviare al fenomeno della rugginosità delle mele, o l uso di formulati contenenti miscele di GA417 e 6-BA (6-benziladenina), per favorire l allungamento della forma delle mele. Questa miscela ha trovato largo impiego nelle zone di pianura dove spesso la forma dei frutti non raggiunge quella tipica dello standard varietale (è più tozza) e viene così penalizzata rispetto alle produzioni delle medesime varietà allevate in alta collina o in montagna, caratterizzate da una forma naturalmente più allungata. Alcuni bioregolatori hanno trovato recentemente un impiego per influenzare la morfogenesi dei frutti. Le citochinine, in generale, e alcuni formulati, in particolare (es. il forchlorfenuron, regolatore di crescita autorizzato su actinidia e uva da tavola) è una molecola che presenta una potente azione citochinino-simile), inducono un maggiore accrescimento dei frutti. Più in dettaglio, applicazioni di forchlorfenuron, alla concentrazione di 5-10 ppm, a 2-3 settimane di distanza dalla piena fioritura, hanno determinato un aumento anche considerevole delle dimensioni, del peso e del contenuto in solidi solubili alla raccolta dei frutti di actinidia. Va peraltro sottolineato che se il formulato non è applicato correttamente, si possono ottenere frutti che non mantengono la forma tipica della cv. Hayward. Per esempio, il formulato applicato su alcune cultivar di melo, quando il frutto centrale del corimbo ha raggiunto i 20 mm di diametro, con una concentrazione di 20 ppm, determina anche in questo caso un aumento delle dimensioni del frutto considerevoli in alcune cultivar (es. quelle del gruppo delle Gala), ma gli effetti collaterali indesiderati provocati riguardano la costolatura dei frutti e una asimmetria della loro forma. Il controllo dell epoca di maturazione e la possibilità di influire sulla qualità dei frutti rappresentano un aspetto che viene perseguito. L aminoetossivinilglicina (AVG) è il principio attivo di un formulato in grado di interferire con la biosintesi dell etilene. Il formulato che è in vendita negli Stati Uniti, sotto il nome commerciale di ReTain, viene proposto per una applicazione sia sulle pomacee sia sulle drupacee. L applicazione di ReTain consente di effettuare la raccolta anche in ritardo rispetto alla normale epoca, senza che si determinino cascole importanti di frutti. Inoltre la durezza dei frutti si mantiene più elevata anche dopo che questi sono stati distaccati dalla pianta determinando un aumento della shelf life dei frutti. Vanno ricordate molecole note come sostanze di crescita, rappresentate da sostanze naturalmente presenti nelle piante che hanno una interessante serie di applicazioni nel campo frutticolo. Tra queste vanno ricordate le poliammine, i brassinosteroidi, le oligosaccarine e gli jasmonati; hanno trovato impiego sulle piante da frutto, soprattutto le poliammine e gli jasmonati. Le poliammine hanno aumentato l allegagione in alcune cultivar di melo e consentito un controllo della maturazione in pianta su pesche e nettarine. Gli jasmonati invece sono accreditati di stimolare l abscissione dei fiori, di interferire con la maturazione dei frutti attraverso una loro interferenza sulla biosintesi di etilene e di determinare aumenti della colorazione dell epidermide dei frutti. Va infine ricordato che recentemente ha trovato una certa diffusione nella pratica l impiego di formulati, cosiddetti biostimolanti, che vengono accreditati e E01_5_Gestione_del_frut.indd 61 E 25/05/18 17:22

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis