3.7 Raccolta

E 62 Produzioni vegetali arbustive e arboree - FRUTTICOLTURA GENERALE pubblicizzati per l aumento della pezzatura e di alcune caratteristiche qualitative dei frutti, per l aumento della colorazione della epidermide e per l aumento di resistenza ad agenti abiotici e biotici che determinano. Una corretta definizione e collocazione di questi formulati è complicata, in virtù della loro eterogeneità. Questi composti non hanno infatti analogie chimiche e la loro attività biologica non è paragonabile a quella indotta dagli ormoni, per cui è complicato inserirli in una classe specifica. Diversi biostimolanti infatti sono spesso miscele di nutrienti, amminoacidi, vitamine, enzimi, zuccheri e ormoni, presenti in tracce, oppure sostanze di diversa origine e non è semplice attribuire a uno o all altro costituente la risposta indotta dall applicazione. 3.7 Raccolta. La raccolta della frutta rappresenta una delle voci principali nel costo di produzione delle specie frutticole. Le differenze fra le diverse specie dipendono dalle dimensioni che le piante raggiungono in relazione alle loro caratteristiche vegetative, alla tipologia di impianto (densità di piantagione, forma di allevamento, ecc.) e alla tecnica colturale adottata. In generale la raccolta è effettuata secondo la modalità manuale che può essere integrata da macchine agevolatrici (raccolta integrata). La raccolta viene definita palettizzata se ricorre all uso di palette per la movimentazione delle cassette e superpalettizzata se ricorre all ausilio dei cassoni palettizzati. La raccolta manuale dei frutti prodotti da piante di limitate dimensioni, quali quelle che si ottengono nei moderni impianti di pomacee, viene eseguita preferibilmente a terra o con l ausilio di piccole scalette a tre gradini che si movimentano agevolmente nel frutteto. I frutti raccolti vengono deposti in cesti, che poi sono svuotati dentro le cassette, o direttamente nelle cassette, se la raccolta viene eseguita con l ausilio di slittini che portano 1-2 casse. In questo tipo di raccolta la produttività del lavoro è condizionata da molteplici fattori quali la specie, la cultivar, la dimensioni delle piante e la carica produttiva. Nelle pomacee, per esempio, una persona può raccogliere fino a 150 kg/ora mentre nelle cultivar di pesco, destinate al consumo fresco, il quantitativo supera di poco i 50 kg/ora per le maggiori attenzioni che questi frutti richiedono. Se la raccolta necessita di scale per raggiungere i frutti situati nelle parti non raggiungibili da terra, la produttività si riduce fino a un 30% dei valori che normalmente si raggiungono da terra. Su piante di dimensioni elevate si impiegano normalmente carri-raccolta a piattaforme laterali, adatti soprattutto negli impianti a parete, oppure idroscale per raggiungere le parti più alte delle piante allevate in volume. I carri-raccolta hanno conosciuto nel corso degli anni una importante evoluzione e numerosi perfezionamenti che li hanno resi molto funzionali, ma altrettanto costosi. I carri-raccolta consentono un aumento della produttività di circa il 15-30% rispetto alla raccolta tradizionale. Il miglioramento della produttività del lavoro trova peraltro un limite oggettivo nella operazione di distacco manuale dei frutti che non può essere ridotta. Per esempio, il tempo occorrente a distaccare i frutti di ciliegio è talmente elevato, rispetto a quello richiesto per gli spostamenti dei raccoglitori nel raggiungere le diverse parti della chioma, che l impiego delle idroscale consente solo un minimo incremento di produttività rispetto alla raccolta tradizionale (Fig. 1.5). E01_5_Gestione_del_frut.indd 62 25/05/18 17:22 m e d d v i m

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis