E.2 VIVAISTICA FRUTTICOLA

Propagazione gamica E 65 E.2 Vivaistica frutticola Nell impianto di un sistema vegetale arboreo, l elevata qualità delle piante da utilizzare è un requisito fondamentale per il conseguimento degli obiettivi prefissati. Il potenziale di produzione e di accrescimento delle piante è sotto il controllo genetico, ma è influenzato dalle condizioni pedoclimatiche e colturali cui la pianta è sottoposta. Affinché tale potenziale possa estrinsecarsi al massimo livello, è necessario che le piante presentino determinati caratteri genetici, biologici e agronomici, il cui pregio dipende dalle tecniche e dai materiali utilizzati per la loro stessa produzione. Pertanto, le procedure messe in atto durante la propagazione e l allevamento delle piante in vivaio hanno un ruolo primario nel determinare la qualità della pianta. I parametri che definiscono la qualità possono distinguersi in funzione della destinazione delle piante da propagare. Per i moderni sistemi arborei da frutto, l uniformità e la rispondenza genetica, lo stato sanitario delle piante, la presenza di un apparato radicale robusto e ben distribuito, una chioma altrettanto robusta e adeguatamente strutturata sono prerequisiti indispensabili per mettere l impianto in condizioni di raggiungere la più elevata efficienza produttiva. Le tecniche utilizzabili per la propagazione delle specie arboree da frutto sono rappresentate dalla riproduzione (propagazione gamica o per seme) e dalla moltiplicazione (propagazione agamica o vegetativa); la scelta dell una o dell altra tecnica dipende dagli obiettivi prefissati e dalle caratteristiche delle piante che si desidera ottenere. E 1. Propagazione gamica In frutticoltura la propagazione gamica, o per seme, è utilizzata principalmente per produrre piante di alcuni portinnesti per i quali le tecniche di propagazione agamica oggi disponibili non si sono dimostrate efficaci o convenienti. Il maggiore problema di questa tecnica deriva dal fatto che nelle specie arboree da frutto la fecondazione è generalmente incrociata e, di conseguenza, le piante derivate da seme presentano un grado di eterogeneità più o meno accentuato fra loro e rispetto alla pianta madre; l unica eccezione è rappresentata dagli agrumi nei quali, a seguito del processo di poliembrionia, insieme all embrione zigotico si formano frequentemente embrioni somatici geneticamente uguali alla pianta madre. Un altro campo di applicazione, che negli ultimi anni si è ridotto di importanza a seguito della diffusione dell ingegneria genetica, è quello del miglioramento genetico rivolto alla costituzione di nuove cultivar o portinnesti. L origine del seme può influire sul grado di uniformità genetica di alcune caratteristiche bio-agronomiche delle nuove piante come la vigoria, l epoca di fioritura e di maturazione, la resistenza a patogeni, ecc. I semi devono essere puri (privi da semi estranei), sani, integri e ben conservati al fine di poter germinare in elevata percentuale. La vitalità del seme è un altro importante requisito per la cui valutazione sono necessari specifici test (prove di germinazione diretta, sali di tetrazolio, raggi X), di non sempre facile esecuzione a livello vivaistico. Anche la facoltà germinativa deve essere elevata; essa può variare con l età del seme: in alcune specie è breve (poche settimane), in altre può raggiungere molti mesi e/o anni. Il seme dovrà quindi essere reperito da fornitori di fiducia che garantiscano l elevata qualità del prodotto. Nel caso in cui il vivaista desiderasse raccogliere direttamente i semi da utilizzare, questi devono essere prelevati da frutti maturati sull albero e aver raggiunto, come per il melo e il E02_1_Vivaistica_frutt.indd 65 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis