1.4 Stato sanitario

ti ne Il e i. uaa ea ti e e ti a o. ni ine e o a e o no aa sa di o a r eia Propagazione gamica E 67 200 e 1000 ppm per alcune ore si è dimostrato efficace nel rimuovere la quiescenza fisiologica in varie specie. Anche le citochinine, quali la kinetina e la 6-benzilaminopurina a concentrazioni di circa 100 ppm, talvolta in associazione con acido gibberellico ed ethephon (che libera etilene) hanno mostrato effetti stimolatori sulla germinazione. 1.4 Stato sanitario. Prima di procedere alle operazioni successive, un attenzione particolare deve essere rivolta allo stato sanitario dei semi e del substrato di semina. quindi importante sottoporre i semi a trattamenti preventivi, per esempio con ipoclorito di calcio o di sodio, fungicidi e insetticidi, per eliminare eventuali patogeni presenti sulla superficie dei semi, e con acqua calda o vapore d acqua per quelli all interno del seme stesso. dunque necessario assicurarsi che il terreno del semenzaio sia privo dei più comuni patogeni che attaccano i semenzali eseguendo, se necessario, specifici trattamenti antiparassitari al substrato stesso o ricorrendo a substrati sterilizzati. Gli attacchi di Pythium, Rhizoctonia, Botrytis e Phytophthora costituiscono un costante pericolo a causa delle condizioni caldo-umide che normalmente si riscontrano nel substrato di germinazione. I semi, dopo essere stati sottoposti ai vari trattamenti, sono pronti per passare alla fase di semina. Un ruolo molto importante è svolto dalle condizioni ambientali in cui essi vengono posti a germinare e in particolare dalle caratteristiche del substrato, come temperatura e illuminazione. E 1.5 Semina. La semina, di norma, avviene nel semenzaio, rappresentato da un appezzamento di terreno, di dimensioni relativamente piccole, protetto o meno da coperture in vetro o plastica trasparente per il passaggio della luce solare, non riscaldato (letto freddo) o provvisto di impianto di riscaldamento, per esempio, ad acqua calda (letto caldo). Il substrato di semina è costituito da materiale fine, permeabile, arieggiato ma capace di trattenere una certa quantità di acqua. Due proprietà del substrato influiscono sulla disponibilità idrica del seme durante la germinazione: il potenziale matriciale, che esprime la capacità dell acqua di spostarsi per capillarità verso il seme attraverso i pori del substrato; il potenziale osmotico, che dipende dai soluti presenti nella componente acquosa del substrato e la cui concentrazione, se elevata, potrebbe ostacolare il processo di germinazione. Una buona circolazione di aria, infine, deve garantire l apporto di ossigeno necessario per i processi di respirazione nei semi in germinazione. Per quanto riguarda l epoca di semina, in aree a inverno sufficientemente freddo, i semi possono essere posti direttamente nel terreno del vivaio in autunno. I semi piccoli (melo, pero) vengono distribuiti a spaglio mentre quelli grandi (pesco, susino e mandorlo) possono essere disposti in file distanti circa 80-100 cm e a 15-20 cm sulla fila. Anche la profondità di semina dipende dalle dimensioni del seme: 2-3 cm per quelli più piccoli, 5-6 cm per semi più grandi. Nel caso in cui la semina sia stata effettuata a spaglio , nella primavera successiva i semi in fase di germinazione dovranno essere trapiantati nel nestaio in file, come sopra indicato. Più frequentemente, durante l inverno, i semi vengono sottoposti a stratificazione, che offre maggiori garanzie sull efficacia del freddo e quindi sulla germinabilità dei semi. Al termine di questo intervento, in condizioni ambientali favorevoli, i semi possono essere trasferiti all esterno oppure in semenzaio (letto caldo) dove, grazie alla temperatura più elevata, inizieranno rapidamente a germinare. E02_1_Vivaistica_frutt.indd 67 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis