2.6 Talea

rna l- E 71 E02_1_Vivaistica_frutt.indd 71 Talea con foglie A magliolo A zampa di cavallo 2.6 Talea. Si basa sulla capacità dei tessuti vegetali di rigenerare radici avventizie su una porzione di ramo. Possiede una dinamica più elevata rispetto alle tecniche precedenti, in quanto permette di produrre notevoli quantitativi di piante e consente una programmazione della produzione relativamente facile. Richiede strutture particolari poiché le talee, essendo separate dalla pianta madre, sono maggiormente sottoposte a stress idrici, il cui effetto si ripercuoterebbe negativamente sul processo di rizogenesi. Per le specie arboree da frutto la talea maggiormente utilizzata è costituita da una porzione, di circa 15-25 cm di lunghezza, di rami Fig. 2.6 Vari tipi di talea. di un anno o di germogli in accrescimento. Si possono avere talee erbacee, semilegnose e legnose; nel caso di talee di specie sempreverdi o di talee prelevate durante la stagione di accrescimento, vengono asportate tutte le foglie a eccezione delle 2-3 apicali, lasciandole integre o riducendole a metà nel caso di una lamina fogliare molto espansa. Inoltre, possiamo avere talee basali, mediane e apicali in relazione alla porzione del ramo da cui provengono (Fig. 2.6). Una prima problematica da affrontare è quella del reperimento delle talee. Il mercato richiede, sempre più spesso, piante garantite sotto l aspetto genetico e sanitario, ovvero piante sicuramente appartenenti al genotipo prescelto ed esenti dai patogeni più comuni e da virus. Le tendenze attuali sono di mettere a disposizione dei frutticoltori piante certificate, cioè piante le cui caratteristiche sono garantite dal vivaista mediante l apposizione, su ciascuna di esse, di un cartellino sul quale è riportata la combinazione di innesto, lo stato sanitario, la Regione di origine e l azienda vivaistica che ha prodotto la pianta. Poiché le caratteristiche biologiche e sanitarie delle piante moltiplicate dipendono da quelle delle piante madri dalle quali sono state prelevate le talee, è indispensabile ricorrere a piante madri selezionate e controllate per l aspetto sanitario e genetico, reperibili presso vivaisti autorizzati che hanno aderito alle procedure previste per la certificazione volontaria. Uno dei maggiori problemi della propagazione per talea è stabilire l epoca in cui le talee sono provviste della più elevata capacità di radicare. Infatti, la capacità dei tessuti di produrre radici avventizie varia, più o meno marcatamente, in tutte le specie durante l anno e fra anni diversi, ma poiché non sono disponibili indicatori affidabili del momento ottimale, l epoca di prelievo viene stabilita in base all esperienza diretta acquisita su ogni singola specie. Per specie provviste di elevata capacità rizogena naturale, le talee legnose prelevate nel periodo invernale potrebbero essere piantate direttamente in campo senza particolari accorgimenti. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le talee devono essere sottoposte a trattamenti di vario tipo per aumentare la radicazione. Solitamente è necessario un trattamento fungicida per prevenire lo sviluppo di patogeni, eventualmente presenti sulle talee, che potrebbero trovare nel substrato di radicazione le condizioni ottimali per svilupparsi. Talea mediana n ) a. ndi oi o ei ei e, e o is- Propagazione agamica E 25/05/18 17:25

SEZIONE E
SEZIONE E
PRODUZIONI VEGETALI ARBUSTIVE E ARBOREE
Questa Sezione E del Manuale dell’Agronomo è dedicata alle colture arbustive e arboree da frutto, comprensive per convenzione consolidata anche della fragola, mentre nella parte finale si è dedicato spazio alle colture legnose da ornamento, settore che incrocia al tempo stesso le composizioni vegetali paesaggistiche dell’area mediterranea con le numerose specie introdotte da altri ambienti, molte delle quali ormai completamente acclimatate.La storia della Frutticoltura, ossia lo sfruttamento delle specie che producono frutti eduli o comunque utilizzabili a scopo alimentare, è altrettanto remota quanto quella dei cereali, o di altre specie erbacee, di cui si è trattato nella Sezione D che precede. Nel suo lungo processo evolutivo, l’uomo ha dapprima colonizzato ambienti e sfruttato le risorse alimentari naturali presenti, per poi cominciare a selezionare e riprodurre le piante più utili al suo sostentamento. Molteplici sono le tracce di questo percorso evolutivo che, per quanto riguarda le specie frutticole mediterranee, trova testimonianze storiche notevoli: per esempio, la vite degli Assiri coltivata a pergola (nel rilievo raffigurante il banchetto del re Assurbanipal, 650 a.C.) o raffigurata “maritata” agli alberi per garantirne il sostegno; poi, sempre là nella Mezzaluna fertile, culla delle prime civiltà organizzate, i primi riferimenti riguardanti l’olivo e la sua utilizzazione (grandi boschi naturali da sempre presenti), un’altra coltura che, insieme alla vite, ha contribuito a caratterizzare fortemente il paesaggio mediterraneo.Nello sviluppo dei contenuti di questa Sezione si è dapprima dato spazio alla Frutticoltura generale e alla Vivaistica frutticola, per poi passare alla Frutticoltura speciale che prevede, in sequenza, la trattazione delle grandi categorie frutticole (pomacee, drupacee, agrumi) e delle specie più importanti e diffuse (vite, olivo, ecc.) fino ai fruttiferi minori e ai piccoli frutti. Di tutte le specie vengono esposti gli aspetti colturali caratterizzanti, dai caratteri botanici e biologici alle tecniche colturali, fino agli aspetti mercantili e commerciali.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e le relative tecniche di difesa si rimanda (®) alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniGino Bassi, Gabriele Loris Beccaro, Mauro Bergamaschi, Maurizio Boselli, Giancarlo Bounous, Elisabetta Bufferli, Francesco Calabrese, Paolo Ceccon, Alessandro Chiusoli, Guglielmo Costa, Luigi Damiani, Walther Faedi, Carlo Fideghelli, Rolando Guerriero, Stefano Morini, Davide Neri, Aldo Pollini, Ludovico Radicati, Alessandro Roversi, Francesco Sottile, Reinhold Stainer, Raffaele Testolin, Agostino Tombesi, Giannina Vizzotto, Cristos Xiloyannis